Pietro Mele: “Col tempo vogliamo diventare una società vera”

“Il giorno dopo la mancata iscrizione della Robur fui contattato per coinvolgere qualcuno per costituire la nuova società. Ed io pensai ad Antonio Ponte…”. A parlare è Pietro Mele, consigliere d’amministrazione della Robur Siena

Guadando indietro, quale il bilancio di questi primi mesi?
Bisogna sempre tener conto da dove siamo partiti, ovvero da zero e grazie anche all’aiuto volontario di molte persone. Trovammo il mister e lo staff in tempi brevi e cominciammo ad allestire la squadra, una squadra che si è nel tempo, secondo me, coalizzata nel ritiro lunghissimo di Villa Cennina. Allo stesso tempo, cominciammo a comporre l’organigramma societario. Oggi posso dire che il bilancio è positivo: sia in termini di risultati, ma anche perché ad oggi si sta cercando ci completare un organigramma che voglia avere una struttura di un qualcosa che è tutt’altro che dilettantistico, con tante persone che lavorano anche dietro le quinte.

Tante cose fatte, ma tante ancora da fare…
Sono d’accordo e penso che ancora non è stato assolutamente fatto tutto. Credo che la società debba dotarsi di una vera organizzazione: c’è ancora da lavorare molto in tanti settori, dal marketing, allo sponsor fino al merchandising e ad altri aspetti. Allo stesso tempo un gran lavoro deve essere fatto per avvicinare i senesi e la città alla Robur, oltre al già grande contributo dato dagli abbonamenti e dall’enorme partecipazione e seguito che abbiamo in casa e in trasferta. Penso all’idea “Insieme in Siena” che non è solo un modo per sostituire la sponsorizzazione, ma ha lo scopo di cercar persone che, indipendentemente dalla quota che metteranno, possono prender parte alle vicende societarie.

Altri programmi per il futuro?
Una delle cose fondamentali è quella di dotare questa società di strutture organizzative. E non mi riferisco solo all’area del Rastrello. Dovremo trovare il modo, anche programmando un investimento nel tempo, di dare un qualcosa che rimane: negli ultimi anni a Siena sono passati centinaia di milioni di euro, ma non si è costruito niente. Il nostro compito deve essere quello di fare una società che guardi sia al risultato sportivo, che è fondamentale, ma che crei anche le strutture utili per sopravvivere.

Parlando invece di nuovi possibili soci, ci sono novità?
In questo momento Ponte gestisce da solo la società, ma le porte sono aperte per tutti, senesi, italiani o esteri senza preclusioni per nessuno. Da parte mia credo che il brand Siena possa avere un suo mercato, anche guardando le proposte che arrivano e che valutiamo. Va però tenuto conto che si devono certezze su chi andrebbe ad entrare, partendo da una condivisione di programmi e la voglia di lavorare insieme.

Intanto, pensiamo a vincere il campionato…
Sul campo la speranza è senza dubbio la promozione e l’avvicinarsi al tornare nella giusta collocazione per la Robur. Questa è l’attesa e la speranza di tutti e credo che per fare ciò sia stato profuso ogni sforzo.

Fonte: Il Fedelissimo