Pianese: Zebrette senza paura: Coppi crede nell’impresa

Le partite di Coppa Italia nella fase precedente il campionato hanno generalmente lo scopo e l’utilità di essere una specie di banco di riscontro e di verifica del lavoro di preparazione. Dopo le amichevoli estive utili a riprendere confidenza con il terreno e con la palla, la Coppa, anche ora che la fase preliminare è ridotta a un solo turno secco, o tutt’al più a due turni, è il primo vero appuntamento con l’agonismo, con una squadra della stessa categoria, pur con differenti valori tecnici e fisici e, come nel caso della gara di domenica prossima al Franchi tra Robur Siena e Pianese, con differenti stimoli e motivazioni. Tutte e due le formazioni vogliono far bene; i bianconeri di mister Lorenzo Coppi hanno il compito di dimostrare il loro livello di intesa dopo le sostanziali modifiche intervenute in estate negli organici e negli assetti tecnici allo scopo di affrontare nel migliore dei modi un campionato che, con le squadre che compongono il girone, a cominciare dalla Robur, si preannuncia a dir poco difficile; i bianconeri di mister Morgia, riassemblati in poco tempo, oltre ad aver raggiunto un buon livello di amalgama, devono dimostrare di saper rispondere alle attese dei tanti tifosi che, dopo le vicissitudini della gestione Mezzaroma, e forse non solo di quella, si attendono che la Robur possa tornare a cominciare da subito ai livelli che le competono. Insomma, a parte i risvolti economici per gli incassi, equamente divisi fra le due società e sicuramente più elevati a Siena, la Pianese non poteva incontrare avversario più difficile della Robur. 

DIFFICILE però non vuol dire impossibile, non solo perché in teoria nessuna squadra parte mai battuta e nel calcio tutto può succedere, ma perché nella fattispecie le zebrette amiatine hanno in questo momento le loro valide carte da giocare, senza contare che con le grandi come il Siena, riportate in serie D da crisi societarie trasformatesi in crisi tecniche e di identità (Perugia, Arezzo, Foligno, Orvietana) la Pianese non ha mai demeritato. I bianconeri amiatini non hanno le platee dei loro pari colore senesi, ma chissà che al Franchi, di fronte a un pubblico grande e avvezzo ad altri livelli di spettacolo, non sappiano trovare le giuste motivazioni per fare bene. (Fabrizio Pinzuti)

Fonte: La Nazione