Personaggi in cerca d’autore

La famosa opera drammatica di Luigi Pirandello ci viene in soccorso per descrivere le vicende di casa bianconera, anche se in questa situazione i personaggi in cerca di autore non sono i sei protagonisti nell’opera teatrale del poeta nativo di Agrigento. Intanto ci si è rassegnati a constatare che la sconfitta contro il Grosseto inevitabilmente lascerà strascichi pesanti, sia per come è maturata che per la caratura dell’avversario, ultimo in classifica, autore di tre reti in un colpo solo quando nelle prime quindici giornate era riuscito a segnarne soltanto sette.

In questo momento non è avventato parlare di crisi: dopo il cambio di allenatore la Robur ha collezionato tre sconfitte in cinque partite palesando una netta involuzione a livello di compattezza di squadra e in alcuni dei singoli, apparsi lontani parenti di quelli celebrati ad inizio stagione. C’è poi un aspetto che più di ogni altro fa riflettere: dopo essere andata a rete la squadra stacca la spina, come se ad un tratto smarrisse lucidità e certezze nei propri mezzi. È successo con l’Olbia e contro il Grosseto, anche se qualche avvisaglia la si era già avuta a Gubbio e con il Modena.

Assodato che i calciatori non sono esenti da responsabilità, siamo di fronte ad una squadra in grande confusione a livello mentale, un po’ come accaduto nella passata stagione. Il dato di fatto è che, se il cambio tecnico aveva l’obiettivo di fornire nuovi strumenti ai calciatori e valorizzare al meglio il potenziale inespresso del reparto avanzato, per ora la scelta si è rivelata infelice. Anche perché, a fronte della preoccupante fragilità difensiva emersa di recente, non si è registrato un incremento della mole di gioco.

Allo stesso tempo, però, asserire che la squadra valga meno della posizione che ricopre attualmente, cozza con la visione di chi – forse troppo superficialmente – aveva chiesto a gran voce l’esonero di Gilardino come fosse la panacea di tutti i mali. Se al tecnico campione del mondo veniva imputato di non far rendere al meglio la squadra, fare adesso marcia indietro rivalutando il parco giocatori denota incoerenza e stona con la realtà delle cose.

Sarebbe ovviamente altrettanto frettoloso addossare tutte le colpe a Maddaloni, che pur avendo peccato di eccessiva sicumera in sede di presentazione, si è calato nella realtà non lesinando impegno e provando a mettere in pratica le sue idee. Restano semmai da chiarire le dinamiche che hanno portato alla sua scelta: se l’obiettivo dichiarato è quello di centrare il salto di categoria il prima possibile – Gazaryan docet – non si è capito perché non puntare da subito su un tecnico con una maggiore conoscenza della categoria. La durata del contratto del nuovo staff lascia immaginare che la decisione sia stata presa con l’intento di mettere una toppa più che sposando una visione a lungo raggio.

Capitolo società. A Perinetti, del cui operato non si può dubitare, si può contestare di aver assecondato gli umori di una dirigenza poco avvezza alle dinamiche calcistiche, che ha messo inutili pressioni a Gilardino e alla squadra in un momento in cui era decisamente fuori luogo esternare certe considerazioni. Fatta la doverosa premessa che la linea intrapresa dalla società resta ambiziosa e che gli sforzi fatti dalla proprietà non possono essere messi in discussione, va anche ricordato che il calcio non è matematica e che un salto importante come quello dalla Serie C alla Serie B richiede tempo e programmazione.

In questo stucchevole rimpallo di responsabilità, a pagare il conto più salato è l’ambiente, che in men che non si dica ha visto evaporare tutto l’entusiasmo ricreatosi in estate dopo il ripescaggio. Ora si apre un bivio: farsi prendere dalla depressione dopo le ultime prove, per quanto fisiologico, rischia di essere controproducente. Serve quindi cercare di ricompattarsi e stare il più possibile vicino a squadra e staff tecnico sperando in una inversione di tendenza, anche perché fino a prova contraria siamo ancora alle porte di dicembre e di strada ce n’è ancora molta da fare. Se purtroppo o per fortuna lo si capirà con il prosieguo della stagione. (Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol