Perna e Tamburini smentiscono Gervasoni: Siena-Modena partita vera

“Molto attese le audizioni di Jury Tamburini e Armando Perna. Entrambi, secondo quanto riferito da Gervasoni (che veniva a sapere il tutto da Gegic, a sua volta informato da un amico kazaco), i due avrebbero ricevuto soldi dal presidente del Siena, Mezzaroma, per Modena-Siena. Sia Tamburini, che Perna («…andavo male a scuola, non so nemmeno dove sia il Kazakistan…»), hanno smentito la vicenda. Tamburini era alla sua seconda audizione ed il suo negare è apparso credibile agli inquirenti, visto come nel suo primo interrogatorio aveva rivelato una vicenda inedita: la presunta combine in Grosseto-Reggina.” Questo è il resoconto della Gazzetta dello Sport in edicola questa mattina, circa l’interrogatorio al quale sono stati sottoposti ieri pomeriggio i due giocatori del Modena, indicati da Gervasoni (che lo aveva sentito dire da un amico di un amico del Kazakistan…) come “corrotti” da parte del presidente del Siena. Come si può ben capire non è emerso nulla, i due sono stati trattenuti solo pochi minuti e ritenuti attendibili ed hanno decisamente smentito la presunta corruzione. Il caso più grave riguardante la nostra società, quindi, si sta sgonfiando e di fronte a questi nuovi sviluppi noi, ingenuamente, ci aspettavamo lo stesso risalto dato a suo tempo, alle accuse infamanti e calunniose del signor Gervasoni. La rosea gli dedica un pezzo a pagina16, senza troppo risalto, sugli altri giornali in edicola e sul web non abbiamo trovato grande spazio dedicato alle smentite dei due giocatori modenesi.

La vicenda, purtroppo, ci conferma il modo d’agire di certi giornalisti, alla ricerca non della verità, ma dello scoop senza pensare a cercare conferme, prove o quant’altro, l’importante è infangare, gettare discredito per avere in cambio un effimero e momentaneo successo mediatico. Possiamo solo dire che dopo l’incredibile attacco subito dal Siena, la vicenda sta rientrando, con buona pace dei nostri accusatori, ma non è ancora finita. Di certo c’è, però, che a giudicarci non saranno giornalisti d’assalto, ma giudici seri e preparati.

Antonio Gigli  

 

Fonte: Fedelissimo online