Perinetti: Società unite contro il fenomeno calcioscommesse

Presente allo stadio per assistere alla seduta pomeridiana della Robur il responsabile dell'area tecnica Giorgio Perinetti ha affrontato con la stampa i temi più caldi delle ultime ore.
Il Siena ancora una volta tirato in ballo nel caso calcioscommesse…
“Alzo le spalle, ne leggiamo ogni giorno una in più, cose tirate in ballo in maniera inesatta, per esempio il mio incontro con Sartori a Montecarlo… Sono falsità assolute, non si capiscono. Meglio concentrarsi sul campo, pensare a correre – e questo è un invito che rivolgo alla squadra – a fare punti, le cose che ci piacciono di più. Tutto il resto è oggetto di interpretazioni e di non conoscenza. Parlano persone per prime colpevoli, arrestate per attività illecite e che oggi si propongono portatori di verità. Queste verità presunte vanno controllate perché siano tali. Ci vuole cautela e non lo dico perché è tirato in ballo il Siena. Si tratta di un fenomeno sfuggito al controllo delle società e va combattuto insieme dalle società. Nessuno si è accorto di quello che stava accadendo. Basti pensare al fatto che nessuno dei quattro club in cui ha giocato si è accorto delle attività di Carobbio; lo stesso dicasi per Gervasoni. Evidentemente c'è un fenomeno sommerso: dobbiamo consorziarci per prevenirlo e combatterlo ma per farlo dobbiamo avere gli strumenti giusti. Ci vuole una riorganizzazione totale per trovare soluzioni insieme anche alle agenzie di scommesse che stanno prolificando e che sono sponsor di tante società. E' un mondo che deve ricompattarsi e non cedere alle facili speculazioni dello 'spero tocchi a te e non a me'”.
Ma perché questo 'accanimento' contro il Siena?
“Non lo so, potrei rispondere facilmente dicendo che chi si sente spacciato o ci teme alimenta le voci, ma non voglio dire questo. Dico che dobbiamo combattere, anche nelle assemblee di Lega. Venerdì prossimo, il Siena farà le sue proposte: un giocatore infedele può capitare a tutti, o può passare da una società all'altra. Dobbiamo cercare collettivamente e con serietà di non pensare che sia un problema individuale di una società o di una persona, ma generale. Le Procure stanno indagando in maniera seria, la Procura federale riceve informazioni o pseudo tali ma non ha gli strumenti per verificare, invece le Procure hanno modo di capire determinate verità e chi sbaglia o no”.
Quali le proposte che farete?
“In qualche modo dobbiamo debellare questo fenomeno esploso in maniera così eclatante. Servità un aggiornamento del concetto di responsabilità oggettiva: in corso non si può fare nulla ma se non ci metti mai mano non arriverai mai alla risoluzione del problema”.
Di ieri anche la brutta notizia delle due giornate di squalifica a Pegolo.
“E' stato un modo del signor Romeo di infierire. Non ha capito la situazione psicologica di una squadra che ha disputato un'ottima partita e ha subito un'ingiustizia a nove minuti dalla fine. Pegolo si è sfogato, ma è stato lo sfogo di un giocatore deluso. Si parla di tutto, parliamo di calcio, il rigore non c'era e andava capita la sua reazione, non offensiva ma di protesta. Stiamo aspettando le motivazioni per preparare il ricorso e se possibile lo faremo”.
Ora più che mai sarà necessario fare quadrato intorno alla Robur.
“In questo momento dobbiamo pensare solo al calcio, alle partite che abbiamo ancora da giocare. Il Siena ha fatto una buona figura anche a San Siro: sul piano della prestazione non ha mai fallito e quando la prestazione c'è arriva anche il risultato. Qualche incidente di percorso ci può stare. Poi, una volta che saperemo gli addebiti, cosa ci verrà contestato, se qualcosa ci verrà contestato, cercheremo di agire nel migliore dei modi. Adesso pensiamo al pallone, è l'unica cosa che ci consola, sennò le braccia ci cadono a terra”.
Trentanove punti il Siena, quaranta il Bologna, eppure non bastano a entrambe…
“Nelle ultime tre stagioni a 39 punti era salvezza, quest'anno no, dobbiamo prenderne atto. Non possiamo che guardare a noi, senza ascoltare le radioline, che sarebbe un atteggiamento sbagliato. La meta non è lontanissima, ma manca ancora un po'. Solo una volta raggiunta potremo gioire doppiamente. Che sarebbe stato un campionato difficile lo sapevamo fin dall'inizio, come che avremmo dovuto lottare fino ultima giornata. E' stato sicuramente il più difficile da quando sono a Siena, per tanti motivi di cui parleremo poi. La salvezza è alla nostra portata, sarebbe un peccato non tagliare questo traguardo sicuramente meritato per ciò che la squadra ha fatto”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line