Perinetti: “Non potevo essere insensibile al richiamo, sono qui per riprovarci”

Comincia oggi il Perinetti-ter. L’esperto dirigente romano, infatti, è ufficialmente il nuovo direttore sportivo del Siena per la terza volta nella sua carriera. Queste le sue prime dichiarazioni, rilasciate nella sala stampa ‘Renzo Corsi’ dello stadio ‘Artemio Franchi’ durante la conferenza di presentazione dei nuovi quadri tecnici:

Ringraziamenti – “Devo dire tre grazie. A chi mi ha voluto fortemente e mi ha fatto sentire importante. Bellandi è stato aggressivo in marcatura, poi ho conosciuto anche Belli, Ristori e la proprietà e tutti si sono dimostrati volenterosi di farmi entrare. E grazie anche a chi mi ha aspettato e chi mi ha ricevuto”.

Scintilla – “Qui ho fatto quattro salvezze in Serie A e una promozione. Sono stato bene in tanti posti ma qui è dove ho vissuto più forte questi momenti, non potevo essere insensibile al richiamo. Era giusto rispondere a questo invito: so che parto dal basso, che rischio, ma so anche che posso dare qualcosa. Ho il ricordo di quando mi hanno richiamato a Siena dopo la retrocessione, alla presentazione della squadra in Comune partì un applauso nei miei confronti. Un’emozione così intensa non l’ho mai vissuta. Ho avuto tanto in quei trenta secondi, e quindi ora sono qui a riprovarci. Voglio sottolineare che è stata una scelta quella di venire qui, avevo tante possibilità”.

Proprietà – “Ho trovato una proprietà attenta, che mi ha dato massima disponibilità. Pronta a capire dove e come si può migliorare. Credo che la differenza la possano fare i dettagli. Ho apprezzato molto come si stia ristrutturando il comparto sanitario, e anche la segreteria sportiva. Si stanno dimostrando attenti ad ascoltare ogni consiglio e a parlarne. Questo significa anche porre le basi per una società sempre più forte in ambito professionale. Se ci sono similitudini tra questa e la proprietà straniera con cui ho lavorato a Venezia? E’ presto per scoprirlo. Il calcio è globalizzato, bisogna essere pronti a tutto. Io cerco di aggiornarmi costantemente, di tenere il passo. Per ora posso dire di aver trovato persone che parlano poco ma fanno solo fatti”.

Negro – “Questo è un campionato difficile perché i giovani sono obbligatori e devono temprarsi. Uno dei motivi per cui io e Gilardino abbiamo chiesto a Paolo Negro di rientrare è proprio questo. Inoltre molti giovani saranno schierati in difesa, con la sua esperienza e il suo sostegno potranno migliorare. Serve sostenere i giovani perché possono sbagliare, il suo compito sarà veramente importante”.

Corsini – “Completa lo staff del mister, che è confermato in blocco. Il match analyst è una figura fondamentale nel calcio, ci può aiutare ad analizzare i dati. Soprattutto in un campionato dove non c’è grande mediaticità serve a dare maggiori informazioni possibili. La tecnologia darà un supporto straordinario a Gilardino”.

Settore giovanile – “Sapete quanta attenzione io dia al settore giovanile. Spinazzola è un nostro ragazzo dell’epoca, che adesso sta facendo benissimo all’Europeo. Argilli lo perdiamo per sua volontà, ma stiamo pensando già al suo sostituto. Anche lì l’occhio sarà attento”.

Sacrificio – “Dobbiamo mettere la testa sotto e lavorare, per rispondere alla passione dei tifosi con i fatti. Sarà dura e servirà superare anche qualche momento brutto, ma in qualche modo ce l’abbiamo sempre fatta, anche all’ultimo secondo grazie al centravanti Negro e grazie all’intuizione di Argilli a farsi trovare in area. Ce l’abbiamo fatta anche vincendo un campionato e dando un allenatore alla Juventus e alla nazionale. Abbiamo sempre lavorato con sacrificio, dedizione e professionalità: queste sono le caratteristiche e la mentalità che dobbiamo avere e trasmettere ai calciatori”.

Scorsa stagione – “Con molta onestà intellettuale, la stagione deve essere valutata con tante attenuanti. La società ha profuso molti sforzi vedendo i numeri. Ma c’è stata la partenza in ritardo, il covid, la mancanza del pubblico; è stata una stagione veramente difficile da affrontare. Non c’è da giudicare nessuno ma da ripartire”.

Prospettive – “La società mi ha dimostrato di avere un programma pluriennale con ambizione e voglia di fare. Il passo più difficile da fare è il primo gradino”.

Ripescaggio – “Voglio chiarire un concetto. Qui nessuno vince da solo, se si fanno le cose insieme possiamo vincere. Io oggi sono qui per fare la D, ma la società si sta muovendo anche per un’ipotesi di ripescaggio per farsi trovare pronta nel caso ci sia una chiamata. Però adesso pensiamo alla D, non creiamo illusioni”.

Campionato – “Quello che dissi anche a Tacopina a Venezia è che questo è il campionato più difficile da vincere in una risalita. Devi solo arrivare prima”.

Motivazioni – “I giocatori devono vedere Siena come una tappa di grande rilancio. La cosa più importante è la motivazione, se riusciamo a mantenere in una bolla la squadra abbiamo fatto il 50% del lavoro. Poi ci sono altri fattori che affronteremo momento per momento”.

Cambiamenti – “A livello tecnico ho fatto una disamina, ho il vantaggio che è stato confermato Gilardino. È un ragazzo che ha tanto entusiasmo, mi piace molto, si è calato con molta disponibilità. Lui sa già quello che aveva, ma posso dire che ci saranno molti cambiamenti”.

Strano – “È mio assistente da qualche anno, ha sempre dimostrato voglia di crescere, capire e imparare, ma anche lui ha le sue intuizioni. Mi ha seguito a Venezia e a Genova ed è reduce da un’importante esperienza nel settore scouting del Parma. Sarà il mio braccio destro personale”.

Squadra – “La costruzione inizia dall’analisi di quello che c’era. Mi preme sottolineare che c’è stata condivisione, Gilardino mi ha dato le sue idee. Non abbiamo in mente solo un modulo. Devo dire che parlando con agenti e calciatori ho riscontrato grande disponibilità verso il Siena. Bisogna tenere qualche casella aperta, perché magari tra un mese qualche calciatore può cambiare idea e decidere scendere di categoria”.

Quote – “È l’argomento più delicato, dà un grande vantaggio. L’idea è quella di schierare portiere e esterni difensivi, poi un esterno alto o un centrocampista. L’idea di partenza è 4-3-3, poi è comunque modificabile. Abbiamo le idee abbastanza chiare. Narduzzo? Ci ho parlato, è un ragazzo serio, gli ho spiegato che il nostro dubbio era se partire con l’over o l’under, e la scelta che abbiamo fatto è sul giovane”.

Ritiro – “Dovrà essere un Siena già delineato, soprattutto con i giovani perché sono quelli che hanno maggiore necessità di integrarsi. Vorremmo dare al mister una struttura che gli permetta di lavorare senza intralci”.

(Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol