Perinetti: “Mantenere la A è fondamentale”

Durante i ringraziamenti per il premio Robur Per inetti ha parlato della sua esperienza sense, di questi ultimi due anni e del legame con la città.
Mentre ero sempre a Bari ricevetti una telefonata da un personaggio di Siena molto conosciuto e mi chiese se avevo voglia e me la sentivo di tornare. Nonostante stessi in una situazione da favola dissi di sì senza pensarci due volte. La stessa persona mi richiamò dopo tre giorni  e mi chiese se sarei venuto anche in caso di B. Io risposi che a maggior ragione se la Robur fosse retrocessa sarei tornato a Siena perché con il Siena avevo conquistato tre salvezze difficili, ma vissute con grande partecipazione da parte di tutti e si era creato un legame molto forte tra me, i tifosi e la città. Per questo pensai che era giusto rimettersi a disposizione del Siena e dare una mano per risalire”.
Quando Perinetti arrivò a Siena si trovò di fronte una situazione non facile, con una squadra con le ossa rotte e molti giocatori desiderosi di cambiare aria:
Appena arrivato capii che bisognava ripartire da zero, rinunciare ai nomi importanti, ricreare il giusto spirito e una squadra fatta di uomini che avevano voglia di rimettersi in discussione. Ma soprattutto andava trovato un allenatore che guidava questo gruppo. Per fortuna Conte era disponibile e in breve tempo lo facemmo firmare e lo portammo a Siena per rilanciare la squadra.  E sinceramente penso che il mister sia stato essenziale per ottenere la promozione, per la mentalità che ha saputo trasmettere ai calciatori e per la capacità con cui ha saputo condurre una cavalcata quasi trionfale”.
Perinetti ha poi ringraziato ancora una volta in tifosi, spiegando come la loro fiducia nei suoi confronti sia stata spesso fondamentale:
Voglio ringraziarvi per la fiducia, che per me è la cosa più importante. Ricordo quando un Gennaio, con De Luca in difficoltà, rimasi da solo e anche grazie alla vostra fiducia concludemmo alcune operazioni importanti, come cedere tre giocatori importanti, e prendere Maccarone e due giovani. Sapevamo che era un rischio ma mi sentii di correrlo, sapendo di avere alle spalle la fiducia di tuta la piazza. E alla fine arrivò la salvezza e avemmo ragione tutti noi.”
Il direttore ha poi ancora una voilota sottolineato il grande legame che si è creato con la città:
“Nonostante che il rapporto si interruppe alla fine di quella stagione, appena ho avuto la possibilità sono tornato e ho mantenuto questo senso di responsabilità anche alla fine della scorsa s: dopo Siena-Varese avevo deciso di dimettermi ma il giorno dopo pensai che una società che perdeva un grande allenatore non poteva permettersi di dover ricostruire tutto anche a livello manageriale. Sono contento di esser rimasto e da lì mi sono lanciato nell’avventura di quest’anno che ci ha regalato una serata bellissima come quella di Napoli, anche se sfortunata. Abbiamo giocato davanti a 70mila spettatori che tremavano perché temevano il Siena. E vorrei che, se anche tutti speravano di fare qualcosa in più, rimanga comunque la soddisfazione per essere arrivati fino alla semifinale e di aver scritto un’altra bella pagina di storia del Siena”.
Si è poi parlato di questo finale di stagione, dove la Robur è chiamata a fare quei punti necessari per arrivare il prima possibile alla salvezza:
“Ci sono ancora nove partite e ripensando al girone d’andata ci mancano forse 2-3 punti, quelli che forse ci avrebbero permesso di amministrare il finale con un minor patema. Purtroppo invece adesso abbiamo un calendario molto difficile e delle partite molto toste e per questo ci vorrà uno sforzo importante per arrivare alla salvezza. Ripeto che dobbiamo avere l’unità d’intenti di tutti per assicurare la salvezza alla Robur, perché non c’è futuro senza la Serie A. Spero davvero che chi tiene davvero alla Robur e tutti quelli che possono dire una parola e dare una mano lo facciano perché per conquistare questa salvezza ci vuole qualcosa di più da parte di tutti”.
Infine si è parlato di futuro, e di come a Giugno le strade potrebbero dividersi:
“Si vedrà quello che succede nel futuro, io intanto penso al presente e a conquistare la salvezza che è la cosa fondamentale. L’importante è mantenere la categoria e soprattutto che il Siena vada avanti senza fare voli pindarici o pensare a campioni o cose che non ci possiamo permettere. Questa mia stupenda esperienza professionale mi ha ulteriormente rafforzato il mio legame con Siena. Non so quanto durerà ancora perché ritengo che un lavoratore valuti quanto ancora possa dare per una causa e quali siano i suoi stimoli. Così come la proprietà faccia le sue sclete e le sue decisioni. Ma il legame con Siena di Perinetti è indissolubile, stretto da vincoli di amicizia e di passione che non si perderanno mai”. (Luca Casamonti)

Fonte: Fedelissimo Online