PERCHE’ VOGLIAMO RESTARE IN SERIE A

Il pulmino attraversava gli Appennini, in una bella giornata di sole, direzione Parma. Si respirava, fra i compagni di viaggio, una sana allegria. Abbiamo cominciato a intonare “O Roburrone” e quelli stessi altri canti che, dopo la sofferta ma ammirevole prestazione del Siena al “Tardini”, ci hanno poi accompagnato nel festoso ritorno a casa. Ragazzi, pensavo, che libidine stare in serie A, che fantastica avventura stiamo vivendo dal 2003 (ma il sogno cominciò prima, con la conquista della B). C’è un motivo se a volte ci preoccupiamo per i risultati della Robur, c’è una giustificazione valida alla base delle nostre civilissime obiezioni a uno schema o ad una scelta tecnica o di mercato. E’ sempre un grande Amore e una grande Passione che muovono i comportamenti del tifoso senese, comportamenti che si pongono a esempio nazionale. Dovete capirci: ci divertiamo troppo. Stare in vetta dà le vertigini e noi a queste altezze ci siamo ormai abituati. Per chi non è più un ragazzo (soltanto per l’anagrafe) si tratta in verità della realizzazione di un miraggio inseguito per tutta una vita. Per chi è oggi giovane o giovanissimo, l’attesa è stata più breve ma il risultato ad ogni modo ugualmente esaltante. Per questo i sostenitori bianconeri riempiono il Rastrello e le autostrade, quando la squadra del cuore va in giro per l’Italia. Per ciò cantiamo e brindiamo e ci abbracciamo. E’ troppo forte l’orgoglio che ci pervade, è incredibile vivere dentro a un sogno. Nello sport, come nella vita, si vince e si perde, si viene promossi o si retrocede. Ma cerchiamo di mantenerlo più a lungo possibile, il prezioso dono della serie A, non lasciamo nulla d’intentato per restarvi aggrappati. Ci sono tutte le potenzialità, tecniche e umane, per proseguire la straordinaria avventura. Questo pensavo, mentre il pulmino attraversava le gallerie. Non scorgevo il buio. Soltanto luce, sulle nostre sciarpe brillanti nell’umida notte. Avanti! (r.benucci)

Fonte: Fedelissimi