Perché scandalizzarsi?

 

Pur avendo per le squadre che si sfidavano la stessa simpatia che può avere un bambino per un foruncolo sul naso il giorno della Prima Comunione, abbiamo seguito la finale di Coppa Italia, certi che non sarebbe stata una partita tranquilla.

Facili profeti. Roma e Inter è stata una partita in cui si è visto di tutto e di più, dalle provocazioni degli interisti alle reazioni dei giallorossi, dalla solita Curva Sud che non conosce e non rispetta le regole, a Mourinho che se non polemizza almeno una volta al giorno non riesce a dare un senso alla sua giornata.

Parlare di protagonisti in positivo è difficile, molto facile, viceversa, condannare l’ennesimo gesto antisportivo di capitan Totti, un calcione violento rifilato da dietro a Balotelli.

Totti, un giocatore stratosferico, il simbolo di una squadra, un campione del mondo in carica, ancora una volta è salito agli onori della cronaca per un gesto violento, non il primo e forse nemmeno l’ultimo della sua brillante carriera.

Ricordiamo l’espulsione contro la Corea ai Mondiali del 2002 e lo sputo al danese Poulsen durante Euro 2004 ma anche le cinque giornate rimediate contro il Siena per avere colpito il suo ex compagno di squadra Colonnese con un calcio ed uno schiaffo.

Non parliamo poi delle sue “memorabili” provocazioni: la maglia con la scritta «Vi ho purgato ancora» che mostrò dopo un derby vinto, la mano con le quattro dita sventolata agli juventini dopo una vittoria per 4-0 e, fatto recente, il doppio pollice verso la tifoseria della Lazio, nell’ultimo derby.

Si parla di buon esempio che i giocatori dovrebbero dare ai tifosi, auguriamoci che nessuno segua il suo.

Probabilmente per i suoi tifosi tutto questo è ganzo, lecito, normale, altrimenti non sarebbe considerato uno di loro.  

Una tifoseria che è tra le principali responsabile delle restrizioni negli stadi, che ha fatto nascere leggi e leggine che penalizzano i tifosi di tutto il paese, che ha portato all’inutile tessera del tifoso, che quando si muove crea sempre problemi, ma che non viene mai toccata o penalizzata. Perché?

Perché in tutti gli stadi sono vietati i fumogeni e a Roma no? Perché chiunque voglia esporre uno striscione deve chiedere l’autorizzazione e a Roma no? Perché a Roma le forze dell’ordine intervengono solo con i tifosi ospiti? Perché dopo i gravi incidenti avvenuti nel dopo derby non è stato squalificato l’Olimpico? E dell’ennesima invasione di campo che dire? Ci fermiamo qui, ma ci sarebbero tanti altri perché che ci risparmiamo sapendo in partenza che non avranno mai una risposta.

Magari ci piacerebbe conoscere, in merito, il pensiero dei tanti politici che troneggiavano in tribuna d’onore e di chi insorse per i cori a De Rossi. Chissà se presenteranno interrogazioni parlamentari anche per quanto è successo nella finale.

Chiudiamo dicendo che non ci è piaciuto nemmeno Mourinho con le sue dichiarazioni al veleno sul Siena.

L’allenatore portoghese non ha digerito le travisate dichiarazioni di Mezzaroma sul premio salvezza e non si è certo tirato indietro nell’ innescare l’ennesima polemica:

Chissà se la Roma non pagherà qualche soldo in più per il Siena, oltre a quelli che ha promesso Mezzaroma“.

Ogni commento e superfluo. (nn)

Fonte: Fedelissimo Online