Per l’eroe di Benevento un sogno diventato realtà

Una notte così, in uno stadio tra l'altro che gli evoca dolci ricordi, Simone Farelli, probabilmente, l'aveva sempre sognata. Il caso ha voluto che proprio in una serata da grande ex di turno, il portiere della Robur sfoderasse una prestazione sontuosa, riconosciuta anche dagli stessi avversari di giornata, ancora molto legati a lui. Si, perché a Crotone il suo nome non potrà mai passare inosservato. La parentesi calabrese, per Farelli, è durata due stagioni, dal 2008 al 2010, ma sono state annate decisamente intense e ricche di soddisfazioni. Specie la prima, coincisa con una straordinaria promozione dalla Lega Pro alla B, proprio con lo stesso Farelli protagonista di una partita che per i tifosi crotonesi equivale a Siena-Pisa del dicembre 1999 (quello deciso da Voria, per intendersi) per quelli bianconeri. Dopo una stagione vissuta tra mille difficoltà, la squadra allora allenata da Moriero arriva alla finale playoff contro il Benevento, che in campionato si era piazzato prima. All'Ezio Scida, finisce 1-1, con Farelli e compagni che quindi per essere promossi hanno l'obbligo di vincere in Campania. La gara di ritorno, giocata il 26 giugno 2009, sembrava essere il suggello all'attesissima promozione dei padroni di casa. Ma grazie al gol di Gaetano (un altro giocatore ex Robur) e alle parate strepitose di Farelli, il Crotone si impone 1-0 e centrò il ritorno tra i cadetti. Per questo c'è ancora chi lo chiama, da quelle parti, affettuosamente, "l'eroe di Benevento", e che anche lunedì sera gli ha regalato una sentita accoglienza. Evidentemente era destino, che il buon Simone potesse scendere in campo l'altra sera e conquistarsi la palma di migliore in campo. Qualcuno sarà stato sorpreso dal rendimento offerto contro il Crotone, ma anche contro Catania e Fiorentina in coppa, in realtà, le prestazioni positive, e l'affetto che nutrono per lui i tifosi del Siena, nascono da lontano: dal lavoro quotidiano da eccezionale professionista, come anche sottolineato più volte da Beretta (e dai suoi predecessori), e dai duri allenamenti di Marco Savorani, maestro nel preparare i portieri bianconeri da quattro stagioni. Simone Farelli, adesso si gode il momento positivo, dopo anni in cui è stato più spesso a guardare ed incitare i compagni, senza mai fare polemica, allenandosi bene ed aspettando il proprio turno, sia che il compagno di reparto fosse Coppola, o Pegolo, o Lamanna. Se è vero che il lavoro e la costanza pagano sempre, non fa eccezione la storia di questo estremo difensore, che tra pochi giorni compirà 31 anni, molti dei quali passati nella città del Palio, dove arrivò giovanissimo e dove dopo diversi `arrivederci', è tornato nell'estate del 2010, per rimanerci a lungo. L'attaccamento alla maglia della Robur e la dedizione alla causa, sono, del resto, sotto gli occhi di tutti.
 

Fonte: La Nazione