Pensiamo positivo

Ventisette partite per una diagnosi, quindici per trovare la terapia.

A dire il vero in tanti avevano già individuato nella scarsa personalità il difetto più evidente del Siena 2010-2011 sperando magari in un netto e definitivo miglioramento strada facendo, ma l’episodio di domenica è li a dimostrare che il tempo non ha prodotto i frutti sperati.

Cade definitivamente il concetto di squadra-corazzata lasciando spazio a quello più reale di una buona compagine che può centrare l’obiettivo, ma dovrà sudarselo nelle rimanenti quindici partite.

Continuare a disquisire sul modulo tecnico o sul valore dei singoli è, a questo punto, del tutto controproducente anche perché, se a quindici giornate dalla fine siamo comunque in bazzica per la promozione diretta, è indubbio che squadra e tecnico hanno ottenuto con il lavoro e l’applicazione dei risultati importanti.

Semmai ci sarebbe da chiedersi se è stato fatto tutto il possibile in fase di costruzione della squadra che nel successivo appello di gennaio.

Più volte da queste colonne abbiamo spronato la società ad intervenire in tal senso, sottolineando l’importanza quasi vitale che assumerà l’esito di questo campionato, ma la scelta, chiara fin dall’inizio e più volte ribadita, è stata quella di percorrere la strada perigliosa che comporta l’applicazione dell’equazione ”ridurre i costi, tornare in serie A”. Giusto, sbagliato? Sarà il futuro a darci una risposta, sperando che sia positiva. E veniamo al futuro, che poi è il presente.

A nostro personale parere, ma credo condivisibile, la promozione diretta in serie A sarà una partita a quattro in cui l’Atalanta metterà in campo la sua maggiore caratura, il Siena un buon organico e tanta voglia di riconquistare il paradiso, il Novara e il Varese che cercheranno di annullare il gap tecnico con il grande entusiasmo con cui stanno vivendo questo campionato.

La Robur ha tutte le carte in regola per farcela, ma avrà bisogno di essere accompagnata, di sentire il calore della gente, di essere continuamente sostenuta, anche quando, come sabato, farebbe perdere la pazienza anche ad un santo.

Le caratteristiche di questa squadra derivano da più fattori. Alcuni giocatori sono reduci da una retrocessione, altri provengono dalle categorie minori, qualcuno dai settori giovanili e chi già conosceva la categoria aveva maturato esperienze in squadre in cui l’obiettivo era la salvezza e non la promozione, fattore questo non trascurabile. Ognuno, però ha sposato la causa al 100% e se incontra qualche difficoltà, come è successo, potrà superarla con l’aiuto di tutti. Non possiamo dimenticare quanto di buono fatto finora, e le gioie che ci ha regalato; qualche delusione non può minare la compattezza di tutto l’ambiente e questo nell’unico interesse della Robur e di quel risultato che non possiamo permetterci di mancare.

In poche parole, nel bene e nel male, la squadra è questa, ha buoni valori, dovrà migliorare in personalità e cinismo, ma siamo in corsa per ritornare di sopra, mettiamo da parte qualsiasi altra considerazione e fino alla fine sosteniamola, non lasciando da soli chi dall’inizio della stagione non ha mai mancato in questo. (nicnat)

Fonte:Fedelissimo Online