PELATI, GIOVANISSIMI REGIONALI 1996: CHI SEMINA RACCOGLIE. SEMPRE

Giulio Pelati è a Siena ormai da vent’anni. Ha iniziato a collaborare con la società bianconera nel 1989, quando la squadra militava in C. “Eravamo più poveri allora, ma si stava bene” dice il mister. Dall’anno scorso è alla guida dei Giovanissimi Regionali 1996. Un gruppo di ragazzi che gli stanno togliendo soddisfazioni e che spera, un giorno, di vedere in una squadra di serie A. Nella Robur, magari.
“La nostra stagione è iniziata domenica – spiega Pelati –. Siamo partiti bene, abbiamo vinto subito alla prima uscita, ma soprattutto siamo stati protagonisti di una buona prestazione, che per noi è ciò che conta. Già allenavo questa squadra l’anno scorso: l’intento, oggi è quello di proseguire per la strada intrapresa. E’ un discreto gruppo, di ottime prospettive”. Difficile dire però, chi tra i suoi bianconeri potrà arrivare in alto. “Qualcosa si incomincia a intravedere – dice il mister –. Ma preferisco rimanere cauto nei giudizi in prospettiva. Con la crescita un ragazzo cambia, a livello psichico e fisico. Servono tanta dedizione e tanti stimoli per andare avanti, non tutti ce la fanno. Ma sì, nel mio gruppo ci sono elementi con ottime possibilità”. A tredici anni, è proprio la formazione che conta nella preparazione quotidiana. “Per noi il risultato è fine a se stesso – sottolinea Pelati –, deve essere inquadrato come il fine della prestazione, come il frutto del lavoro portato avanti. Un allenatore delle giovanili deve guardare in primis alla crescita dei ragazzi, dal punto di vista tecnico-tattico, psicologico, comportamentale: il mio scopo e quello del mio staff è preparare i Giovanissimi Regionali ai Nazionali, poi alla Primavera, ultimo anello della catena. Successivamente chi avrà le capacità potrà raggiungere la prima squadra o andare a farsi le ossa in un altro lido”.
Gongola, Pelati, ripensando agli importanti traguardi tagliati l’anno passato dal settore giovanile bianconero. “Importantissimi, direi – corregge il tiro –. La Primavera ha guadagnato il titolo di vice campione d’Italia, gli Allievi Nazionali sono approdati alle finali, i Giovanissimi Nazionali si sono qualificati tra i primi otto del rispettivo torneo. Il lavoro sta procedendo come ci aspettavamo: se le cose vengono fatte nel modo giusto alla fine i risultati li ottieni. Con i giovani il lavoro è più a lungo termine: semini oggi, e per raccogliere devi aspettare un po’… Ma alla fine raccogli”.
Sulla scelta societaria di puntare su ex giocatori bianconeri come Mignani e Radice il mister non ha dubbi. “Sono contento che quest’anno siano arrivate persone che hanno fatto parte del Siena, che ne sanno di calcio, che hanno giocato e sono competenti. Credo sia stata presa la decisione giusta”.
Infine un commento sulla Robur di Giampaolo. “L’anno scorso ho visto nascere il Siena: ero a Norcia, a preparare i giocatori in esubero. In questa prima parte di stagione, invece, non ho potuto seguire i bianconeri da dentro, ho visto soltanto le partite la domenica e non me la sento di esprimermi. Le squadre di calcio sono organismi complessi e non si possono giudicare soltanto dai risultati. Quelli, purtroppo, non ci stanno dando ragione, ma sono fiducioso che anche quest’anno i ragazzi riusciranno a raggiungere la salvezza”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line