Pegolo: “Il rigore parato a Cavani cambiò la mia storia a Siena. Quelle annate le ho sempre nel cuore”

«Come per tutte le cose, c’è sempre un punto di partenza che dà il là ad una bella storia. Da quel rigore parato credo che sia cambiato qualcosa: lo ricordo benissimo, non tanto per il gesto tecnico, ma perché è stato il punto di partenza della mia avventura a Siena. Da lì è cominciato un bellissimo percorso». Il tiro dagli undici metri in questione fu battuto da Cavani in un Siena-Napoli, stagione 2011/12: l’aver neutralizzato il rigore al fuoriclasse uruguaiano non bastò alla Robur per portare a casa l’intera posta contro la formazione partenopea, tuttavia segnò una svolta determinante nella carriera di Gianluca Pegolo. Dopo due stagioni in sordina, l’estremo difensore veneto si prese i galloni da titolare a suon di prestazioni straordinarie, al punto che i suoi ultimi due campionati con la maglia bianconera lo consacrarono come uno dei portieri migliori nel panorama italiano di quel momento, oltre che uno dei più forti mai transitati da Siena. A rendere possibile quell’ascesa fu l’allora preparatore dei portieri Marco Savorani, al quale Pegolo rivolge il grazie più grande: «È stato un punto di riferimento per me – ricorda l’attuale giocatore del Sassuolo durante la trasmissione Minuto per minuto su RadioSienaTV – mi ha dato la forza per reagire. Dovrò sempre ringraziarlo, non solo a livello umano, ma soprattutto a livello di campo. Venivo da diversi infortuni, ma lui non mi ha fatto mai mollare».

Siena è la piazza che lo ha rilanciato: anche a distanza di tanto tempo l’ex portiere bianconero, che da pochi giorni ha compiuto 40 anni, fa capire come il sentimento sia rimasto immutato: «Con la città ho avuto un rapporto fantastico. Anche mia moglie non se sarebbe mai voluta andare, purtroppo non c’erano i presupposti per restare e mi è dispiaciuto tantissimo. Tutti gli anni almeno un weekend a Siena con la mia famiglia lo venivo a fare, sfortunatamente per via del Covid non ho più avuto occasione. Le annate di Siena ce l’ho sempre nel cuore, e con qualche ex compagno continuo a sentirmi. C’è ancora un po’ di rammarico per come è andata a finire l’ultima, credo che nonostante la retrocessione facemmo un grandissimo campionato. Con il Milan all’ultima giornata perdemmo 2-1 solo dopo l’ennesimo errore arbitrale, e ricordo come tutto lo stadio ci ha applaudito. Quegli anni sono stato veramente bene». (Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol