Pegolo è da podio «Conte, ti ringrazio»

Il terzo del podio ha messo il piede sul gradino nell'anno del debutto da titolare in A, gli altri due sono Marchetti e Handanovic, saracinesche delle big: alla fine del primo giro del campionato, il bronzo dei portieri con il più alto rendimento va a Gianluca Pegolo, difensore della porta dell'ultima in classifica, 3lenne che per la prima volta in carriera giocherà (dall'inizio) a San Siro contro il Milan. Non bastasse, avrà contro El Shaarawy, capocannoniere: «Speriamo abbia mangiato un bel po' di panettoni e si presenti appesantito». Riepilogo del podio: Marchetti, 13 presenze e media voto del 6,46, Handanovic, 16 uscite-6,38, poi Pegolo 17 partite e un 6,32.
È arrivato per ultimo, ha incassato quasi dieci gol in più degli altri due, ma lo stesso si è incastrato al terzo posto: «Per qualcuno sono arrivato tardi, può darsi. Potevo forse dare di più prima, ho fatto qualche scelta sbagliata che poi ho pagato. Ho passato momenti in cui il morale non era al top e ho sempre dovuto rialzarmi. Sono anche stato sfortunato: ho perso un Europeo Under 21 per la rottura di un crociato, altrimenti sarei stato nel gruppo di Gentile che poi è diventato campione. Diciamo che l'inizio della storia poteva essere indicativo: esordio shock in serie A il 25 novembre 2001, Torino-Hellas 5-1, entro per Ferron a quaranta minuti dalla fine e incasso tutti i gol. Subito all'inferno, per poi risalire in paradiso: la settimana dopo, con il Brescia, mi riscattai parando un rigore. E arrivato a Siena ho dovuto aspettare un altro k. o., quello di Curci, per avere la mia chance. In questo caso, sfortuna sua, fortuna mia. Anche i sei anni in B a Verona, all'Hellas, per me sono stati davvero gratificanti».
Grazie Conte. Un crac gli ha fatto infilare la ma glia da titolare del Siena, un allenatore lo aveva riportato nel giro: «Conte volle reintegrarmi. Io ero emarginato, di fatto fuori rosa. Lui arrivò e mi rivolle nel gruppo, c'è una grossa stima reciproca». Da lì è iniziata la risalita, fino a quello scalino con il numero tre: «La svolta arriva quando dentro entra la fiducia, e altri fattori interni difficili da spiegare. Fondamentale è stato il lavoro settimanale con Savorani, il nostro preparatore dei portieri. Ora mi sento di offrire le mie parate a garanzia della salvezza, lo dico solo perché sono convintoche ce la faremo».
Poi? Alla storia potranno essere aggiunti altri capitoli: Marchetti (Lazio), Handanovic (Inter), Pegolo (Siena), per oro e argento pare servire una difesa da vertice. «Io in una big? Se dimostrerò di essere all'altezza, tutti ambiscono a una grande. La parata più difficile di quest'anno? Il rigore intercettato a Vukusic».
 Il proposito per l'anno nuovo è mantenere la media: auguri.

Fonte: La Gazzetta dello Sport