Pavlak come Milos: quando la lingua non è un problema

Prima della partita di ieri ci si è interrogati a lungo su quale potesse essere la quota del 2002 che mister Gilardino avrebbe mandato in campo, vista l’assenza per squalifica di Mignani. Alla fine la scelta del tecnico bianconero è ricaduta su Matej Pavlak, il giovane bosniaco arrivato nel mercato di riparazione che proprio ieri contro la Sangiovannese ha bagnato il suo esordio con la maglia della Robur.

Come suggeritomi da un amico, la sua parabola ha ricordato quella di Mato Milos. Il terzino croato arrivò come il più illustre degli sconosciuti alla corte di Mario Beretta nella stagione 2013/14, ma seppe ritagliarsi il suo spazio con il passare delle settimane. Non parlare l’italiano non fu di ostacolo all’ambientamento dell’allora ventenne, che si calò al meglio nel contesto tecnico messo in piedi da Beretta, una squadra che girava alla perfezione.

Il parallelo con Pavlak, il quale per ora comunica solamente in lingua inglese, viene quasi naturale. Anche il collettivo di Gilardino è una macchina ormai ben oliata, che con il passare delle settimane – dal momento del ritorno del tecnico piemontese – ha acquisito un’identità sempre più definita. Un gruppo in cui tutti sono importanti ed in cui ognuno ha avuto la possibilità di recitare un ruolo da protagonista.

«Con Matej siamo rimasti anche più a lungo durante gli allenamenti cercando di fargli capire accuratamente la disposizione tattica. Sono tranquillo perché in campo ci andranno dei giocatori in grado di dargli una mano», aveva detto Gilardino alla vigilia del match. Ed il tecnico bianconero può definirsi soddisfatto per la missione compiuta: grazie alla novità tattica studiata per l’occasione e al grande lavoro della squadra, il giovane bosniaco è stato messo nelle condizioni di rendere al meglio. Dopo un inizio in sordina, il numero 69 si è sciolto con il passare dei minuti e la sua prestazione è andata in crescendo, facendo finire nel taccuino dell’arbitro anche due giocatori della Sangiovannese. Per mister Gilardino, un’arma in più da poter sfruttare da qui alla fine della stagione. (Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol