Pasticcio in salsa armena di Paolo Brogi

Quando si parla di cibo il pasticcio è un qualcosa di assolutamente gradevole e frutto della combinazione di più ingredienti. Anche la stagione della nostra Robur è equiparabile ad un grande pasticcio ma in questo caso gli ingredienti sono i più disparati, di gradevole proprio non c’è niente e l’amaro in bocca è tanto. Ora miei cari lettori vi vedo divisi in almeno due grandi categorie. Da una parte quelli del ‘meno male è finita’, dall’altra quelli del ‘vaffa’ che faranno tanta fatica a buttare più questa stagione 2020/2021 in quarta serie. Vi dico subito che mi accodo volentieri alla prima ‘fazione’ quelli del ‘meno male male è finita’, anche se la finale play-off l’avrei giocata volentieri. Detto questo andare oltre, almeno per il sottoscritto, non vuol dire dimenticare. Prima che arrivi l’uomo che risolve i problemi, al secolo Giorgio Perinetti, prima che parta l’avvicinamento alla nuova stagione è doveroso fare un passo indietro, senza voler colpevolizzare nessuno o chiedere la testa di nessuno. Ci mancherebbe. Il dirigente, comunque si chiami, deve fare un esame attento e umile dei propri errori in modo da non ripeterli e magari in futuro evitare proclami come quelli sbandierati e ripetuti nella prima parte della stagione appena conclusa, prima che i fatti travolgessero parole fuori luogo e vuote di significato. Nessuno infatti ci aveva parlato di quinto posto, piuttosto tanti avevano ribadito che vincere il campionato era un obbligo e non c’erano alternative. Purtroppo tutti sappiamo bene come è andata, tra scelte tecniche cervellotiche, sconfitte umilianti in derby che nemmeno ci saremmo sognati nel peggiore degli incubi di dover giocare, brevi momenti di illusione, seguiti da cadute fragorose. Vincere a Piancastagnaio senza merito e dopo tre giorni perdere con un Trastevere in ciabatte è stata solo l’ultima mazzata sulla nostra Robur e sulla nostra incazzatura già prorompente. La cosa importante da capire però è un’altra, ossia che le responsabilità di quanto accaduto vanno divise, dal primo dirigente all’ultimo giocatore e chi resterà a difendere i colori bianconeri avrà il dovere di riscattarsi e lavare con la volontà e il lavoro tutto il brutto di questo 2020-2021. Perché in fin dei conti il campionato che abbiamo giocato e nettamente perso era assolutamente abbordabile e fatto di avversari battibili. Adesso però meglio non rigirare il coltello nella piaga e guardare avanti sforzandosi di avere fiducia. Il fatto che al timone della nave bianconera ci sia Perinetti per me è un super punto di partenza. Sempre che questo timone il nuovo diesse lo possa muovere a proprio piacimento e senza limitazioni, per indirizzare la nostra Robur verso quella rinascita che con il ritorno dei tifosi sarà ancora più bella. A breve cominceranno i fuochi del mercato, poi il ritiro e ancora mercato per presentarsi con il vestito migliore all’inizio della prossima stagione. Ci aspetta un’annata di derby con scomodi e agguerriti vicini ma stavolta ho la sensazione, unita a tanta speranza, che a preoccuparsi dovranno essere i nostri avversari. Comunque un passo alla volta e senza fretta in attesa degli eventi.

La mia stagione sul Fedelissimo online si conclude qui, ringrazio chi mi ha ospitato e sopportato in questi mesi, chi ha condiviso le mie riflessioni e anche chi non è mai stato d’accordo con quanto ho scritto su queste colonne.

Cari amici bianconeri adesso riposiamoci tutti che dopo un’annata del genere ne abbiamo grande bisogno, smaltiamo la delusione e ricarichiamoci perché la Robur va avanti nonostante tutto e ora alla guida c’è chi conosce bene la strada da percorrere. Niente più pasticci ma pietanze sobrie, definite e dal gusto inequivocabile. Forza Siena!

Paolo Brogi