Parma, l’ombra delle scommesse

Un’altra bufera sul Parma. Prima lo scandalo della Parmalat con il cavalier Tanzi e i suoi collaboratori che falsificavano i bilanci utilizzando la «scolorina». Poi la bancarotta (fraudolenta o no, tocca alla magistratura dirlo) di Tommaso Ghirardi e la vecchia società venduta al petroliere albanese Taçi. Quindi Taçi che cedette per un solo euro il club a Giampiero Manenti, il quale finì in manette. Vicende ai confini della realtà. E ora il nome del Parma, rinato nell’estate del 2015 in Serie D, con una nuova proprietà, e oggi secondo nel girone B di Lega Pro, viene associato al calcioscommesse.

L’IPOTESI Il quotidiano «Il Mattino» di Napoli riferisce di strane vincite, soprattutto a Pozzuoli, dopo l’altrettanto strano successo dell’Ancona (ultimo in classifica), domenica scorsa, al Tardini contro il Parma. Un 2-0 per i marchigiani che avrebbe fatto ricchi interi quartieri popolari di Pozzuoli, il rione Toiano e Monteruscello in particolare: si parla addirittura di un condominio i cui inquilini, grazie a queste puntate, avrebbero intascato circa 30 mila euro. Tutto ciò frutto di una soffiata che sarebbe giunta non si sa come in Campania: Parma e Ancona, secondo gli scommettitori, si sarebbero accordate sul risultato. Va aggiunto che la vittoria dell’Ancona era pagata da 16 a 18 volte la posta (100 euro puntati, 1.600-1.800 euro vinti). Altro elemento da non trascurare, in questa vicenda ancora molto confusa, è che sia a Mugnano sia ad Arzano, due paesi nell’hinterland napoletano, si è registrato un flusso anomalo di giocate su questa partita. Un’agenzia di scommesse, a livello nazionale, ci avrebbe rimesso circa 3-4 milioni di euro. La Procura Federale ha aperto un fascicolo, come confermato dal presidente della Lega Pro Gravina, e anche l’Unità Investigativa del Viminale è al lavoro.

LA REAZIONE Da giorni, in rete e sui social network, si parla di questo assurdo 0-2 del Parma. Sono pure state postate fotografie di bollette di scommesse con il risultato esatto. Ieri la società ha diffuso un comunicato nel quale difende i giocatori ed «esprime profondo stupore e totale disgusto in merito all’articolo pubblicato oggi dal quotidiano “Il Mattino” di Napoli». Anche i giocatori dell’Ancona hanno replicato duramente: «Come squadra ci sentiamo di dire basta. Chi scrive o chi riporta notizie dovrebbe avere un codice etico e sapere di avere delle responsabilità verso la propria professione». Nel pomeriggio, al centro sportivo di Collecchio, tutta la squadra, capitan Lucarelli in testa, ha convocato una conferenza stampa per esprimere la propria rabbia: «Era doveroso metterci la faccia. Ci stanno gettando m…. addosso. M… non su dei giocatori, ma su dei padri di famiglia. La nostra unica colpa è aver perso una partita. Chiediamo per primi di indagare, siamo i primi a voler sapere se c’è qualcosa di anomalo. Io sono il garante della squadra. Qui hanno voluto scatenare apposta questo polverone». Chi? Perché? «Non so», dice Lucarelli.

GLI SCENARI Ad assistere allo sfogo di Lucarelli, supportati dai compagni, ci sono anche proprietari del club e membri del consiglio di amministrazione. Il Parma, per la quota di maggioranza, appartiene a sette imprenditori del territorio, tra i quali ci sono Guido Barilla, il costruttore Paolo Pizzarotti e l’ingegner Giampaolo Dallara. Sono loro i primi a voler conoscere la verità, perché quando hanno deciso di far rinascere il Parma, dopo il fallimento dell’era Ghirardi, si sono dati l’obiettivo di perseguire un calcio «sostenibile» e «biologico». Poi ci sono stati svolte improvvise, vere e proprie sterzate, quando nell’autunno dell’anno scorso l’intero gruppo dirigente (il presidente Nevio Scala, il direttore tecnico Lorenzo Minotti e l’allenatore Luigi Apolloni) è stato licenziato in tronco e sono stati assunti il tecnico D’Aversa e il d.s. Daniele Faggiano. Ma il progetto del calcio «diverso» non è mai stato cancellato. Adesso, tuttavia, questa vicenda getta ombre su tutto l’ambiente. In città non si parla d’altro, si fanno ipotesi e controipotesi. E’ ovvio. Com’è ovvio che i dirigenti difendano i giocatori e che i giocatori si proclamino innocenti, e lo sono fino a prova contraria. Restano, però, da spiegare alcune cose, e speriamo che la Procura Federale riesca a fare piena luce: perché a Pozzuoli e dintorni si è puntato così massicciamente sulla vittoria dell’Ancona a Parma? Perché una partita di Lega Pro, nella quale una squadra (il Parma) era strafavorita, è stata oggetto di tante scommesse? Se non ci sono anomalie e se non c’è stata combine, come dobbiamo credere finché non emergeranno altre risultanze, chi e perché ha sollevato il polverone? Un complotto contro il Parma? «A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca», diceva uno che con i misteri aveva dimestichezza.

Fonte: La Gazzetta dello Sport