PARMA: DOVE LE REGOLE NON SONO UGUALI PER TUTTI

Che le leggi che riguardano noi tifosi avessero una diversa applicazione ci eravamo oramai abituati. Vedi Roma, Napoli, Questure che hanno sempre dato una interpretazione sempre variegata delle disposizioni vigenti. Ma da Parma, isola felice, ci aspettavamo un altro comportamento.
Autorizzazioni: Come al solito avevamo chiesto autorizzazione per striscioni e bandiere. Concesse ma non per l’asta della bandiera grande.

Prefiltraggio: Rigoroso e puntiglioso fino all’inverosimile. Non passano: aste di qualsiasi dimensione anche quelle piccolissime, accendini, sciarpe degli Ultras. Controllo biglietto-documento e si va avanti.

Tornelli: A distanza di un anno i tornelli del settore ospiti sono ancora spenti e si accede con lo steward che strappa il biglietto manuale alla vecchia maniera.

Differenze: All’ingresso delle squadre in campo ci accorgiamo che il divieto per le aste era solo per noi e non per la curva parmense (vedi foto Boys).
Vogliamo rilanciare un’idea che sosteniamo da tempo: All’inizio del campionato i tifosi chiedono autorizzazione alla Questura della propria città e quello che viene autorizzato vale per tutti gli stadi italiani. Si eviterebbero queste disparità di trattamento, in fondo la legge è uguale per tutti. O no?

Fonte: Fedelissimi