Parliamone a cura di Federico Castellani

I giorni passano e la clessidra scorre inesorabile. Intanto però il campionato va avanti e dopo la vittoria con l’ultima in classifica, per niente scontata per i noti motivi, ci aspetta la penultima. Il Montevarchi. Squadra e location storicamente ostica per i nostri colori. Astraiamoci un attimo dalle vicende societarie, litigi, confronti e altro. Parliamo di calcio “please”.

La situazione

A livello di squadra il Siena si presenta sufficientemente attrezzato per scendere in campo a dar battaglia. Perché battaglia sarà. Intanto Silvestri non c’è più, gran rinforzo per i cesenati, Silvestri è un giocatore che possiamo dire, senza mezzi termini, pescato da chi di calcio sa, come l’esiliato Ernesto Salvini. Incassiamo anche questa. La borsa però è gonfia di malumore e le quotazioni del mister e i dirigenti nuovi e subentrati sono ai minimi livelli. Fuori e dentro lo spogliatoio. Ciao a Silvestri indomito Leone dell’area. In bocca al lupo. Sicuramente però il buon Riccardi ha dato ampie garanzie di tenuta. Per ora quindi un piccolo scossone tecnico ma siamo ancora in grado ampiamente di dire la nostra. Se nel frattempo però ci impoveriscono la rosa fatta ad arte e con sapienza potremmo non essere in grado di fornire prestazioni all’altezza.

Il centrocampo

Tolti i lungo degenti Buglio e Collodel (afflitto da pubalgia) è ancora all’altezza con una buona prova di Picchi. Il resto sono i soliti.

L’attacco

Paloschi a quota 7 senza rigori in questo marasma è il punto di riferimento. Così come Disanto che sembra psicologicamente il più provato. Speriamo in un recupero in extremis di Frediani ma la vediamo dura. Il resto per ora ha la maglia bianconera del Siena e non di altre società. Aspettiamo la fine del mercato ma, se ci saranno uscite eccellenti, difficilmente ci saranno entrate altrettanto eccellenti. Il mercato di gennaio lo sappiamo è così. Le chiacchiere e i proclami ci fanno ridere. Giocatori fermi, in recupero o giovanissimi con nessuna esperienza.

Il cammino

A quota 42 circa c’è la salvezza. Il minimo sindacale. Le prossime 3 partite ci vedono contro avversari sulla carta abbordabili ma in questa categoria, nel calcio in generale e soprattutto in questo pandemonio tutto può accadere. Vedi Gubbio che prende 3 in casa dalla Fermana o la Carrarese con il San Donato Tavarnelle di Bianchi neo acquisto. Una bella prestazione come quella di domenica potrebbe rappresentare una rondine che, come si dice, “non fa primavera”. E poi c’è l’incognita sempre presente di punti di penalizzazione. E allora potrebbe risultare comunque in salita il cammino apparentemente accessibile per una salvezza tranquilla. Certo è che il gioco del calcio parte da un assioma: bisogna che gli atleti si divertano per rendere. Stare bene in letizia e concentrati. Non sentirsi dei soldatini che devono “brucare l’erba” come qualcuno ha detto. Sarà così anche domenica? Speriamo ma se non cambia qualcosa la vedo dura. Il calcio non è un’azienda dove i tecnici o gli impiegati con disinvoltura passano da l’uno all’altro. Oltre le gambe e la tecnica c’è la testa. Parametro indispensabile. Forza Siena, forza la Robur.

Fonte: FOL