Parliamone a cura di Federico Castellani

Passano i giorni in attesa di un ritorno al calcio giocato che ci manca tantissimo. Nella fattispecie in casa Robur sarebbe opportuno per cercare di ridare una “normalità” persa da tempo. Forse in questo periodo di regno armeno sono più i giorni A-normali che quelli normali. Ne abbiamo viste di tutti i colori e la piazza, che più di una volta ha allargato le braccia alla nuova proprietà in segno di benvenuto, è stata puntualmente smentita. Tradita. I risultati e i fatti accaduti in questi 18 mesi sono sotto gli occhi di tutti ed è anche stomachevole ricordarli. Un fallimento dietro l’altro. Buone intenzioni, strade intraprese che sembravano foriere di finalmente una seria programmazione e poi, di un tratto, tutto distrutto per ricominciare da capo. La piazza, i tifosi tutti sono mortificati, confusi inebetiti e non ultimo incazzati da tanta approssimazione. Un via vai di dirigenti, allenatori decapitati senza colpo ferire. Così. Dal giorno alla mattina sulla decisione dell’ineffabile proprietario di turno che, a questo punto, facciamo fatica a capire chi è. Chi gestisce, chi decide chi va e chi viene??. Chi dovrebbe andar via e invece sosta sulle crete senesi in attesa di un domani in un silenzio assordante e inquietante. Solo il Buon Avvocato ci restituisce un po’ di dignità e soprattutto 2 punti che in sette partite in nostri eroi non sono riusciti a conquistare sul campo.

La situazione

Tutto quello poc’anzi descritto non può lasciare i tifosi, i veri depositari della storia bianconera al di là della proprietà di turno,  tranquilli. Ci aspettiamo di tutto e il contrario di tutto. Questo momento di stallo intanto non fa bene all’ambiente. Meglio sarebbe rigiocare al più presto. Forse solo i risultati, se verranno, potrebbero distrarci. O, in caso, darci modo di mostrare tutta il nostro scontento. Le presentazioni dei neo Dirigenti intanto non ci convincono. Parole, parole, parole di circostanza e in certi casi anche fuori luogo.

Gli scenari

Aspettiamo quindi la palla che rotola in attesa di eventuali arrivi e partenze nella consapevolezza che a gennaio bisogna rinforzare non distruggere. Solo perché potrebbe convenire a qualcuno magari fare entrate e uscite. Non siamo venuti con la piena e sappiamo come funziona il mondo del mercato dei contratti dei giocatori. Noi staremo lì a guardare ma gonfi di rabbia e poco propensi ad allargare le braccia come abbiamo fatto fino ad ora. Non sarà facile per nessuno ricominciare: dalla Proprietà ai nuovi Dirigenti fino all’allenatore e squadra compresa. Nessuno escluso. Ma non vediamo nessuna alternativa che tornare allo stadio, la nostra casa dove potremo verificare lo stato delle cose.

Fonte: FOL