PARLIAMONE a cura di Federico Castellani

I giorni passano ed è tempo di parlare di anche altre cose che gravitano intorno al mondo Robur. Per esempio è di qualche giorno fa l’esternazione dell’Assessore allo Sport, Benini, sempre molto vicino alle vicende della Robur, della necessità di ristrutturare lo stadio. La nostra casa.  Perciò, anche se non si parla di calcio giocato che ovviamente da tifoso mi interessa maggiormente, mi sento autorizzato ad esprimere una mia riflessione.

Lo stadio e i progetti

Una storia infinita. Quante idee, progetti abbiamo visto. Come del resto in molte altre città italiane tranne pochissime eccezioni virtuose. Mi sento di condividere pienamente il giudizio architettonico dall’Assessore. Sinceramente uno stadio che sembra fatto come quando si giocava con il LEGO. Famoso gioco da bambini anni’ 70. Però, all’epoca della serie A, fu fatto in fretta e furia e non c’erano i tempi biblici amministrativi che, in Italia, tali opere richiedono. Specie quando la location è così particolare e bellissima e in una zona molto attrattiva e sede di un parcheggio importante. Però, anche per questo, necessita di un restyling importante. Sembra strano ma è un’attrattiva fra le molteplici e ben più considerevoli di Siena. Molte persone si soffermano a fare foto e guardare la famosa conca denominata “Rastrello”. Gli stadi oggi rappresentano un’opera d’arte nel mondo. Non si può banalizzare. Il tempo passa ma la eco delle imprese targate serie A non sono poi così lontane dall’immaginario collettivo. L’impianto degli anni ’30 “Rino DAUS” era bellissimo. Per quei tempi. Ora si aggiungono però anche le necessità e gli adeguamenti. E allora via con le nuove idee e progetti. Fusse che fusse la volta bbona?

Il mio stadio

Da tifoso ne ho visti tanti. Nuovi, vecchi: grandi, raccolti, belli e brutti. Importante è la visibilità dell’evento e la forma tipicamente inglese. Personalmente non ricercherei una capienza fuori target ma consono alla realtà dei potenziali fruitori. Anche, e fosse mai, una realtà ipotetica da serie A. Dotato magari di punti di ristoro e coperto. Mi piacerebbe fosse molto personalizzato, con aree di contorno fruibili anche dalla cittadinanza anche senza l’evento sportivo, con le tribune vicine al campo e con le poltroncine del colore della squadra e la scritta ROBUR. Se le poltroncine bianco nere si sono messe nella tribuna coperta non vedo perché non si debbano impiegare nelle altre tribune. Tanto per intendersi non mi piacciono le poltroncine varie colors stile UDINESE. E non verdi e arancioni come ora. Lo vorrei MOLTO bianco nero e con quattro spogliatori per permettere di fare quadrangolari come Normativa impone. Io ci spero. Sarebbe tanta roba. Per location e valore artistico della città una bella sfida per chiunque avrà l’incarico e sicuramente all’altezza dell’opera. Potrebbe divenire uno stadio famoso nel mondo. A presto. E sempre forza ROBUR.

Fonte: FOL