Parliamone a cura di Federico Castellani

Riprende la rubrica “parliamone”. Riprende perché abbiamo, in molti, voglia e bisogno di parlare della Robur 1904. Sono accadute molte cose e per la gran parte tutte positive. Siamo quasi inaspettatamente ritornati in una categoria più consona, in un girone affascinante, old style per chi vive da decenni le sorti del calcio bianconero.

Dopo un mercato scintillante condito da nomi che abbiamo ammirato in categorie molto più blasonate dell’attuale Lega Pro, siamo partiti con il piede giusto. La piazza, con un amore sopito ma non morto, ha risposto alla grande. Abbonamenti e voglia di ritornare tutti insieme allo stadio e in trasferta. Riprendere le vecchie care abitudini che, ad un popolo attaccato alle tradizioni come quello senese, è stato come riprendere un discorso alla Enzo Tortora “ Dove eravamo rimasti?”.

Poi qualche inciampo, le prime disillusioni che ovviamente hanno prodotto una ventata di negatività generalizzata. Direi normale considerando quanto sono umorali i tifosi a tutte le latitudini. Poi l’arrivo del Napoletano Maddaloni ha portato all’inizio una curiosità morbosa e dopo la vittoria di Gubbio, di nuovo un sorriso e un cuore gonfio di speranza.

Tutti ci auguriamo che il Mister prescelto da Perinetti – che così facendo si è esposto in prima persona e gliene va dato atto – porti bel gioco, vittorie e punti. Lo seguiremo ne può star certo. Siamo facili a criticare ma anche ad innamorarsi.

Il trittico di partite che verranno non sono certo da cuori deboli. Prima Gubbio poi il Modena del non rimpianto DS e poi a breve Cesena e Ancona. Insomma le corazzate di questo campionato. Non possiamo permetterci passi falsi e a tutti piacerebbe vedere una squadra battagliera, proprio come sembra essere Maddaloni che si è buttato dentro a capofitto. Ora solo il campo e la conferma che le scelte operate sono quelle giuste per rimanere in scia. Poi a primavera tireremo le somme. La classifica è liquida come si dice in gergo e basta una vittoria o meglio ancora un filotto che siamo lì a grattare le mutande alle prime. Io ci spero.

Fonte: FOL