Parla Nuccilli: ”Per il 51% avrei pagato 970mila euro. Ma Ferretti ha fatto dietrofront”

''Non mi faccia dire troppo. Però voglio precisare una cosa: il 3 febbraio nello studio del notaio a Roma c'ero io, c'era il dottor Pasquini e c'era anche il presidente Ferretti che adesso, a quanto leggo, mi avrebbe denunciato per truffa. Sono allibito, ferito e sconcertato. A questo punto devo tutelarmi, ho già allertato i miei legali. Se serve, querelo tutti per diffamazione''.

Alessandro Nuccilli risponde al telefono e svela l'altro punto di vista sulla trattativa per il 51 per cento dell'Arezzo.

Ma lei veramente voleva diventare il proprietario dell'Arezzo?

''A me piace il calcio, questa è una piazza importante. Ho conosciuto il presidente Ferretti a gennaio, abbiamo parlato a lungo dei progetti da fare. Inizialmente mi aveva proposto una quota di minoranza, ma io avrei dovuto mettere soldi e non decidere niente. Allora gli ho detto: dammi il 51, tu resti presidente fino a fine anno e poi subentro io''.

Ma Ferretti non era d'accordo.

''No, era d'accordissimo. Io sono anche venuto a vedere Arezzo-Alessandria, ho portato bene, ho conosciuto il direttore generale Riccioli. Dal notaio non siamo andati per caso, c'erano accordi da formalizzare''.

E quali erano? 

''Entro il 28 febbraio avrei dovuto saldare l'acquisto delle quote di maggioranza. 970 mila euro che avevo garantito tramite fideiussione di un milione rilasciata da una banca di Londra. Ci siamo salutati, abbiamo inviato la documentazione alla camera di commercio. Poi Ferretti è cambiato''.

Cioè?

''Il 16 febbraio mi ha mandato una diffida. Secondo lui, io andavo a dire in giro che ero il presidente dell'Arezzo. Mai fatto, mi creda. Evidentemente qualcuno l'ha messo su''.

E poi? 

''Sparito. Non mi ha più risposto. Gli ho anche detto che se voleva, poteva riprendersi le quote gratuitamente e io mi sarei fatto da parte. Ma non ho più avuto contatti''.

La sua disponibilità a fare un passo indietro c'è anche adesso?

''Sì, anche se questo comportamento è veramente assurdo. Signori, io sono a tutti gli effetti l'azionista di maggioranza dell'Arezzo. Se i manager della società domani stipulano contratti da un milione, devo farvi fronte io''.

Quindi secondo lei il passaggio di quote è da considerarsi regolare a tutti gli effetti.

''Certo che sì. Ci sono i documenti''

Ma i 970mila non li ha più pagati.

''Solo perché Ferretti è sparito. Per me era tutto a posto''.

Ferretti però contesta questa ricostruzione dei fatti, è già stato a sporgere denuncia.

''Vedremo chi ha ragione. In ogni caso, anche se adesso si sta comportando male con me, continuo a reputarlo una persona a modo. L'Arezzo ha i conti a posto, è senza debiti, ha solo un po' di spicci arretrati da pagare. Le società con i debiti sono altre, io le ho viste da vicino''.

Ma lei perché si avvicina sempre a club sull'orlo del fallimento?

''Non sono io che mi avvicino, sono gli altri che mi chiamano per avere aiuto. Io per fortuna sono solvibile, poco fa ero al telefono con un presidente di serie A che mi ha chiesto di andare a lavorare per lui''.

Chi è questo presidente?

''Non lo dico, ma nel calcio ho le mie conoscenze. Stamani, quando è uscita la notizia, mi ha chiamato anche mister Novellino per chiedermi cosa stesse succedendo''.

I suoi precedenti però non sono troppo positivi. A Siena si presentò con un altro nome addirittura…

''Ma lasci perdere, i suoi colleghi giornalisti ne hanno scritte di cotte e di crude su di me. Tutte falsità. Sa cos'è successo veramente? Che in passato sono stato truffato, invece sembra che il cattivo sia sempre io. A Foligno trovai 800mila euro di debiti in serie D. A Pavia i cinesi… non mi faccia dire''.

Senta, la cosa più importante è l'Arezzo. Qui c'è una tifoseria in apprensione, una squadra che lotta per traguardi importanti, una città che merita chiarezza. Come pensa di risolvere questa storia?

''Glielo ripeto, se Ferretti rivuole indietro il suo 51 per cento, io sono disponibile a restituirlo. Gratis. Certo se mi denuncia e mi porta in tribunale, allora la situazione cambia''.

Però scusi, perché Ferretti avrebbe dovuto cambiare atteggiamento all'improvviso e senza motivo? Sarà pure successo qualcosa.

''E' quello che mi domando anch'io e ripeto che secondo me qualcuno lo ha sobillato. Prima avevo conosciuto un altro Ferretti. Avevamo abbozzato tutta una serie di interventi da fare nel tempo''.

Del tipo?

''Avrei risistemato la gradinata davanti alla tribuna. E anche i due campi d'allenamento davanti allo stadio. Vedere una squadra professionistica che va in giro qua e là non è bello''.

Ferretti lunedì farà una conferenza stampa, lo sa?

''Ho letto. Vuol dire che io ne farò un'altra martedì. E mi lasci aggiungere una cosa''.

Dica.

''Volevo presentarmi con un regalo per i tifosi, comprando panchine nuove per lo stadio. Quelle di ora sembrano le panchine dell'autobus, avevo già pronti 25mila euro. Ma di punto in bianco non mi hanno più rivolto la parola''. (Andrea Avato)

Fonte: amarantomagazine.it