Papadopulo: “Questo Siena può fare come il mio”

Giuseppe Papadopulo è alla finestra. Aspetta la chiamata giusta per rimettersi in gioco. Nel frattempo da osservatore, segue le vicende del nostro calcio, con un occhio di riguardo per la Robur: «Come potrei non seguire il Siena. E’ stata una delle tappe più importanti della mia carriera e sono legatissimo ancora all’ambiente. Capito spesso in città per motivi di amicizia e affettivi quindi resto semprr informato sulle vicende della Robur».
Come vede la squadra di Conte?
«Ho visto qualcosa della partita di Pescara: sicuramente non è stato il miglior Siena ma è positivo in ogni caso aver portato via un punto. La serie B è lunghissima, ci sono altre 41 partite ed è fondamentale cercare sempre di muovere la classica anche in previsone di momenti difficili. Tornando sullo specifico credo che il Pescara sia una buona squadra e che le neopromosse siano sempre difficili da affrontare all’esordio visto che si portano l’entusiasmo della promozione. Basta guardare il Torino con il Varese per capire che nessuna partita in B è facile. La squadra mi sembra costruita bene, con un direttore sportivo molto preparato e un allenatore che ha già fatto vedere ottime cose. Non sarà facile, per tanti motivi, ma vedo i bianconeri tra i favoriti assoluti. L’Atalanta, del ‘nostro’ Tiribocchi è l’altra squadra con maggiore potenziale, e auguro ad entrambe di tornare subito in A, cosa che non è mai facile per una neoretrocessa. Il Lecce nella passata stagione mi ha stupito riuscendoci al primo colpo con una squadra abbastanza giovane. Credo invece che il Livorno debba sistemare qualcosa: ha avuto un esordio tremendo. L’importante per la Robur sarà non pensare mai troppo in là ma essere sempre concentrati sull’avversario di turno: costruire cioè l’obiettivo partita dopo partita. Fu la nostra forza nella cavalcata del 2002/03».
A proposito mister, quali furono i segreti di quel gruppo che conquistò inaspettatamente la A?
«Venivamo da un’incredibile rimonta che ci portò alla salvezza nella stagione precedente. In estate Nelso Ricci fu bravo a trovare i giocatori giusti, anche se molti dei quali in prestito. Si creò da subito un grande gruppo, che piano piano incominciò a capire che l’obbiettivo stava cambiando. Eravamo partiti con più serenità rispetto alla stagione precedente e non avevamo pressioni. Almeno all’inizio avevamo tutto da guadagnare e poco da perdere. La partita della svolta fu quella con la sampdoria in casa. Vincere in 9 contro 11 ci dette la consapevolezza che potevamo fare davvero qualcosa di grande. Da lì in poi dominammo il campionato. I tifosi ci stavano vicino, le battute del presidente De Luca ci davano la carica. Non nego che inizialmente neanche noi capimmo a cosa alludeva di preciso con la sua ‘Lucida Follia’. Ma aveva ragione».
Ha parlato di poche pressioni. Il Siena di quest’anno ha invece tante aspettative.
«Sono due situazioni molto diverse ma per la Robur il segreto deve essere sempre quello di giocare come sa, di essere sempre concentrata e di pensare sabato per sabato. Sono fiducioso. Mi è dispiaciuto vederla retrocedere dopo 7 anni di onorata militanza. Tra i miei ricordi ci sarà per sempre la vittoria nello ‘spareggio’ di Modena che ci detta la salvezza nella prima stagione nella massima serie. Quella domenica è stata una pietra miliare per le altre cinque salvezza seguenti».
Tornando a quella sua squadra, si aspettava una carriera diversa per alcuni di quei ragazzi?
«Taddei è riuscito ad avere continuità in una grande squadra. Giocatori come Tiribocchi, Ardito, Mandelli si sono assestati tra la A e la B. Quello che si perso è stato Pinga. Peccato.»
Il Siena sta cercando un difensore di spessore. Il sogno resta Portanova, che dodici mesi fa lasciò la Robur per il ‘suo’ Bologna. In cambio di Terzi.
«Quello che successe l’anno scorso sorprese anche me. Quando seppi che Daniele poteva lasciare il Siena feci il suo nome perchè a noi serviva un elemento esperto e di qualità anche se non mi piaceva l’idea di passare per uno che ‘ruba’ i giocatori al Siena. L’operazione andò in porto: Terzi è un giovane interessante, che ha fatto qualche errore. Avrebbe bisogno di un elemento più esperto al suo fianco per valorizzarsi. Non so se Portanova possa davvero tornare in bianconero, ma so perfettamente di quanto sia legato alla città, all’ambiente, alla società. Lasciare la A è sempre dura, ma in questo caso sarebbe diverso. Per il Siena sarebbe un grandissimo colpo».
Le risulta che avesse problemi con l’allenatore bianconero di allora?
«Seppi che poteva lasciare Siena per motivi legati al contratto e al rapporto con la società. Non ho mai chiesto niente di preciso riguardo al rapporto con Giampaolo, quindi non saprei. Certo che se un allenatore avalla una scelta del genere vuol dire che qualcosa non va, che non c’erà più molto feeling. Ma è solo una mia ipotesi».
Infine un saluto alla tifoseria, che ancora la ricorda con affetto.
«E io ricordo loro, tutto i tifosi, sopratutto i Fedelissimi. Approfitto per salutare tutti i sostenitori biancori, ai quali auguro le migliori fortune».(Guido De Leo)

Fonte: La Nazione