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Al club con la Robur

Papadopulo “Con il dottor Causarano un rapporto speciale. Quella volta con Zampagna…”

Tra i tanti ospiti illustri dell’ultima puntata di “Al Club con la Robur”, dedicata ad Andrea Causarano, non poteva mancare il mister Giuseppe Papadopulo, che con il dottore conserva tutt’oggi un legame speciale. Al timone del Siena dal 2001 al 2004, l’allenatore pisano guidò la Robur scrivendo il capitolo più importante della storia bianconera: la prima storica promozione in Serie A. L’ex mister è tornato proprio su quegli anni e sul suo rapporto con Causarano: “Il dottore è unico in tutto e con lui ho passato tre anni stupendi. Io andavo d’accordo con tutti ma il dottore era il mio massimo confidente: gli confidavo anche i segreti più segreti che sapevo essere ben riposti. Fra noi c’era una grandissima stima e questo rapporto è stato un qualcosa di cui il Siena ha potuto beneficiare per vivere tre anni indimenticabili”.

Stuzzicato, proprio dal dottor Causarano, circa la sua abitudine di fare spaccate toccando la traversa con il piede il mister ha proseguito. “Lo facevo per provocare i giocatori quando li vedevo sonnacchiosi, un po’ svogliati e che duravano fatica a correre. Allora per provocarli facevo quelle cose lì. Oppure correvo alla stessa velocità andando all’indietro, ma era il mio modo per spronarli”. A proposito di giocatori un po’ “sonnacchiosi” non è mancato il riferimento all’ex attaccante Riccardo Zampagna, che a detta di entrambi richiedeva sempre un occhio di riguardo: “Nei confronti di Zampagna nutrivo una stima importante. L’anno della salvezza in Serie B (stagione 2001/02, ndr) gli feci battere, in casa del Napoli, a pochi minuti dalla fine, il rigore del 2-1 e quando si ricorre a queste decisioni vuol dire che si ha grande fiducia. La avevo però un po’ meno sotto il profilo del comportamento”.

E proprio su questo ha ricordato un piccolo episodio: “Una mattina stavamo partendo per una trasferta a Cesena, una partita impegnativa. Avevo convocato tutti al campo per la rifinitura, prima della partenza. Passando vicino agli spogliatoi, sentii Zampagna parlare con il massaggiatore: diceva che non avrebbe fatto allenamento il sabato mattina per un dolore alla caviglia. Sapendo che era una scusa, entrai nello spogliatoio e gli dissi che sarebbe rimasto a Siena. Si lamentò, ma senza successo: lo lasciai a casa comunque. In ogni caso lo ringrazio, perché fu fondamentale per la salvezza di quell’anno.”

“Saluto tutti i tifosi a Siena, mando un abbraccio al doc, che sa la considerazione che ho di lui, e un abbraccio anche ai Fedelissimi”, ha quindi concluso Papadopulo. (Niccolò Boscagli)

Fonte: Fol