Paolucci: “Siena non ti dimentico”

Solo un mese fa la separazione dal Latina, con la voglia di intraprendere una nuova avventura: Michele Paolucci è lì che aspetta il prossimo volo, destinazione ancora sconosciuta. Magari sul mare di un’isola mediterranea, o all’ombra di qualche mulino a vento. Anche sotto la Torre, da qualche settimana, si è tornati a parlare di lui: prima per un post che ha scritto su Facebook, “tutto d’un fiato”, che ha ripercorso la tragica disfatta dell’Ac Siena, poi, secondo i rumors, come possibile rinforzo per la squadra di Atzori. Di vero c’è che lui “la Robur non se la dimentica”.

Un messaggio forte, Paolucci, quello che ha lanciato dalla sua pagina…
“Mi viene da sorridere: ho pochi amici su Facebook e molto riservati. E lo uso principalmente per pubblicare foto. Quel giorno pero, dopo aver parlato con l’avvocato, mi è venuto da scrivere quello che pensavo e il post si è propagato a macchia d’olio. Non pensavo sarebbe successo. In poche righe ho voluto fare un plauso a quelle persone che ho incrociato a Siena e che non vorrei venissero dimenticate. Perché quando qualcuno ci mette cuore, passione, amore in quello che fa è giusto che tutti ne riconoscano i meriti e non venga mai accantonato. Una mia libera interpretazione degli eventi, per carità, senza offendere nessuno, ma come sono io, sincera. L’ho scritta di pancia e quando l’ho riletta mi sono reso conto che era perfettamente ciò che volevo dire”.

Se le dico Siena?
“Una bella città, un angolo di mondo per me diverso dagli altri, dove ho lasciato un sacco di amici. La Robur è stata una pagina importante della mia vita, un’esperienza bella e sofferta e proprio per questo più sentita. Tante epoche vissute, dai fasti della serie A alla penalizzazione e alla fine inesorabile. Che poi se avessimo giocato solo qualche anno dopo, visto che le squadre nelle stagioni successive si sono salvate a 26/27 punti ce l’avremmo fatta anche noi… Di quel periodo serbo il ricordo di una gruppo fortissimo, di un gruppo di ragazzi, molti dei quali ho poi ritrovato a Latina, che hanno dato tutto. Cose che ti segnano e ti porti dentro per sempre”.

Se potesse tornare indietro, ai suoi trascorsi in bianconero, c’è qualcosa che non rifarebbe?
“Diciamo ni. Ma non mi lamento. Ho preso forse delle decisioni, vista anche l’età, in maniera avventata, ma non ho troppi rimpianti”.

Cosa pensa della squadra di Atzori?
“Non ho mai smesso di seguire la Robur e anche quest’anno, per quello che posso, lo faccio. Parto dal presupposto che il mister mi piace parecchio. L’ho affrontato da avversario con la maglia del Siena: battemmo 3-2 il suo Catania, io in quella partita segnai pure. Mi piace perché è uno che i risultati li raggiunge attraverso il gioco, le sue squadre le fa giocare a calcio. E’ uno schietto e ho apprezzato la scelta di rimettersi in gioco, di rimboccarsi le maniche in Lega Pro, nonostante la possibilità, se avesse magari aspettato un po’, di allenare in categorie superiori. E’ una squadra molto solida, la sua, e la quasi imbattibilità lo sta a dimostrare. Non potrebbe essere altrimenti se alla guida del reparto c’è un testone come Portanova. Il fatto che giocatori del calibro di Bonazzoli abbiano accettato di venire a Siena è sintomo che la piazza non ha perso il suo appeal e la sua importanza. So che in città non si vuol parlare di promozione, ma sono certo che questa Robur abbia tutte le carte in regola per dare del filo da torcere a squadre come Pisa, la più forte in assoluto del girone, e Spal. Che abbia comunque la possibilità di fare qualcosa di importante”.

Il suo presente?
“Sono a casa mia, nelle Marche, mi sto allenando con una squadra del luogo, in attesa di ricominciare. Ho 29 anni, sono nel pieno delle forze e ho voglia di vivere un’esperienza nuova, magari all’estero, in qualche club che se non a livello di uno italiano, inglese o spagnolo, possa comunque dire la sua nelle competizioni internazionali”.

Il suo nome è stato accostato al Siena, cosa c’è di vero?
“So che qualcuno ha avuto contatti con il mio agente, ma un’offerta concreta non c’è stata. Se dovesse un giorno arrivare la valuterei. Ci mancherebbe. Faccio questo lavoro per passione, l’aspetto economico è importante, ma non è al momento quello principale: ho già rifiutato delle proposte perché non mi davano niente a livello motivazionale. I soldi non sono tutto e una chiamata della Robur un dubbio me lo insinuerebbe. Ma ripeto che al momento l’estero è la mia priorità e credo che sia anche per me la strada più accreditata”.

Un saluto a Siena?
“Saluto i miei amici e spero di poter presto assistere a una partita dei bianconeri e tifare per la grande Robur”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissmo on line