Pane: “Il campo dirà quali sono i nostri obiettivi”

Pasquale Pane, portiere della Robur, è stato ospite di Siena Tv, durante la trasmissione Calcio Spettacolo. Queste le sue dichiarazioni:

Pisa – “Cos’è mancato per vincere? Sono partite che si risolvono con gli episodi e a noi ci sono capitati ma in maniera positiva. Basta vedere Neglia, si parla di centimetri. Il portiere loro, Petkovic, è tra i più importanti portieri in serie C. Comunque ripartiamo da questa prestazione positiva. Abbiamo una squadra compatta, brava nelle ripartenze, attacchiamo molto alti. Speriamo di continuare così.”.

Amalgama – “Proviamo e riproviamo quello che facciamo in allenamento, la squadra ha avuto tanti volti nuovi ma ci siamo subito amalgamati. I frutti si stanno vedendo ora, speriamo comunque di migliorarci giorno dopo giorno”.

Il ruolo – “Il portiere cerca di aiutare i reparti, da dietro riesce a vedere cose che i difensori non vedono. Ho tutta la visione del campo, tra l’altro è anche un modo per far stare sempre sul pezzo i miei compagni, anche quando non c’è nulla di che gridare”.

Marotta – “Siamo in tanti ad essere figure di riferimento: Marotta, Campagnacci, Terigi, D’Ambrosio, Guerri, Panariello, tutti gli Over insomma. Con Ale abbiamo legato sin da subito a Benevento. Purtroppo nel calcio ci si lascia a volte molto presto, però la cosa bella è sentirsi durante gli anni e vedersi in vacanza. Quest’anno fortunatamente ci siamo incontrati di nuovo e speriamo di restare assieme a lungo”.

Pregi e difetti – "Con Giorgio Rocca stiamo cercando di limare difetti, ogni anno c'è da imparare. Mi sento forte sulla mia personalità, voglio essere presuntuoso su questo, so delle mie qualità. In ogni allenamento ci metto il massimo per arrivare più in alto possibile".

Obiettivi – “L’anno scorso con l’Akragas ci siamo salvati ai playout ma è stata come aver vinto un campionato. Una squadra che lotta per salvarsi impegna di più il portiere, mentre se lotti per vincere ricevi pochi tiri ed è più difficile, perché serve massima attenzione. Obiettivi per la Robur? Non mi piace parlarne alla seconda di campionato. Ce lo dirà il campo”.

Siena – "Ho scelto soprattutto la piazza. C'erano altre squadre ma non di questo livello. Sono orgoglioso di indossare una maglia dal passato glorioso, fino a qualche anno fa era in A. Spero di continuare più a lungo possibile".

La carriera – “Le mie esperienze più formative sono state in Eccellenza, in una squadra molisana di Campobasso, e in D col Pianura. Ho legato un po’ con tutti i mister, tra cui Brini, De Leo e Stringara, che ho avuto sia a Barletta che con la Cavese. Devo più di tutti a Franco Cotugno, preparatore dei portieri di Cannavaro in Cina. Mi ha portato lui nelle giovanili della Cavese. Poi un grazie va anche a Di Napoli, mi ha rilanciato, mi ha fatto sentire importante e mi ha valorizzato”.

Crisanto – "E' un ragazzo con tanta voglia di imparare e grossi margini di miglioramento. Avrà un gran futuro, vedo come si allena e avere un portiere di grosse qualità dietro è uno stimolo in più. Ci tengo a precisare anche di Rossi, pure lui sta migliorando tantissimo. E' un elemento da tenere sott'occhio".

Occhio alla lentezza – “Il tiro più pericoloso da parare? E’ quello più facile. Un tiro lento, apparentemente innocuo. È lì che si può perdere la concentrazione”.

Buffon e la punizione di Isco  – “Quelle su Gigi sono critiche ingiuste, e il motivo è semplice. A quei livelli la palla viaggia veloce, Buffon era coperto dalla barriera e da qualche giocatore della Spagna. Se il portiere non vede la palla è sempre dura, lui è partito in leggero ritardo e la palla non era angolatissima, ma se non la vede partire, quando se ne accorge è già tardi. Quindi la difficoltà di Buffon è stata questa qua”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol