Siparietto tra Antonio Sala (in studio) e Alessandro Pagano (in collegamento) nel corso dell’ultima puntata di “Al Club con la Robur”. “Pagano in allenamento ti faceva incavolare, era ciondolone, svogliato – ha spiegato l’ex allenatore bianconero – Ci sono i classici giocatori del giovedì, che vanno fortissimo e la domenica non giocano bene perché sentono la tensione. Pagano era l’esatto contrario”. “Antonio, hai raccontato bugie!”, risponde Pagano, che tra Carate, Voghera, Castel di Sangro e Siena è stato 8 anni con Sala. “A Cagliari non mi hai portato e ti hanno mandato a casa”, scherza l’ex attaccante, che poi si fa più serio: “abbiamo passato due anni meravigliosi a Siena. Ero a Verona e c’era ancora il mercato a novembre e avevo come procuratore Pastorello. Mi voleva a tutti i costi la Spal che era prima in classifica e volevo andare lì, ma Pastorello mi obbligò a venire a Siena. Meno male, perché poi vincemmo il campionato e la Spal non fece neanche i playoff. Tutto girò alla perfezione”.
Pagano segnò il 2-0 contro il San Donà, nella famosa partita che sancì il ritorno in Serie B. “Il gol più importante, mentre il più bello lo feci in rovesciata a Crotone in Supercoppa. Tutto l’Enzo Scida, si alzò ad applaudirmi. Però forse ancora più bello è stato il primo gol in Serie B, in casa col Treviso, che vincemmo 1-0”. “Da quanto sono venuto via da Siena non ci ho più messo piede – prosegue – e la cosa mi dispiace, perché non c’è mai stata occasione. Mi avevano invitato una volta per un memorial ma avevo degli impegni. Vediamo se prossimamente riesco a venire”.
Pagano attualmente allena a Gavi, in Promozione piemontese. “Era una delle poche squadre che mi voleva, sono dovuto andare fuori Lombardia ad allenare – scherza ancora l’ex Robur – ormai qua le ho girate un po’ tutte, tra Promozione e Eccellenza, per cui ho fatto un’esperienza fuori Regione. Siamo terzi, dovremmo andare ai playoff. Vediamo di vincerli e andare in Eccellenza. Venite a vederli!”. E Sala, che sta subito al gioco: “Sì, almeno imparo qualcosa…”. (Giuseppe Ingrosso)
Fonte: Fol
