Padalino: “Il secondo tempo è stato sbagliato tutto. Mi sta bene perdere, ma bisogna farlo con onore”

Al termine della partita è intervenuto in sala stampa anche mister Pasquale Padalino. Queste le sue dichiarazioni:

Partita – “Cosa ho detto alla squadra è meglio che resti tra di noi. Ci sono dei dati oggettivi che non si possono sottovalutare e neanche passarci sopra. A parte i primi 45 minuti, dove la squadra si è impegnata, nella ripresa abbiamo preso gol dopo un minuto a difesa schierata. Era successa la stessa cosa a Pescara e lo avevamo rimarcato eppure è successo anche oggi. Nel secondo gol loro sono arrivati a segnare con facilità estrema. Questa passività è un ingrediente che in questa categoria non si può vedere e di questo faccio ammenda”.

Secondo gol – “C’è un lancio lungo del portiere, Fabbro fa un controllo approssimativo e perdiamo palla. E ci può anche stare. Ma ad errore non se ne possono aggiungerne altri, la facilità con cui sono stati fatti gli errori successivi è una questione di attenzione. Quando si è lontani dalla palla bisogna fare una copertura preventiva nel reparto. A me preoccupa l’assenza di concentrazione nel non prendere visione di quello che può succedere”.

Cambio modulo – “Mi sembrava che fossimo slegati, che non ci fosse più compattezza e che entrassero in maniera troppo facile e ho provato a dare più consistenza. Il paradosso è che fai una mossa per provare a dare una mano e invece prendi gol con la difesa a tre”.

Errori – “Il Gubbio ci ha concesso alcune situazioni che dovevamo sfruttare meglio. Loro non si inventavano nulla, ma sulla palla erano rabbiosi. Bisogna fare un’ammissione: il secondo tempo è stato sbagliato tutto. Prendere gol dopo un minuto vuol dire non essere rientrati in campo. Mi prendo la paternità di questo tipo di atteggiamento, però è giusto anche farsi un esame di coscienza”.

Onore – “Non si può essere partecipi o conniventi di uno spettacolo del genere. Hanno ragione i tifosi a non volerci sotto la curva, perché oggi è stata una delle interpretazioni più brutte, proprio da un punto di vista caratteriale. Mi sta bene perdere, ma voglio perdere a testa alta con onore. Oggi siamo in difficoltà, ma non mi arrendo. Io un occhio in avanti lo do sempre. Ma con questo atteggiamento non andiamo lontani. Bisogna riconoscere anche i propri demeriti, ma non posso riconoscere una mancanza di voglia di portare a casa un risultato”.

Blackout – “Se questa situazione va avanti da inizio anno è evidente che ci siano problematiche di tipo caratteriale. Guberti entra e diventa il propiziatore di stimoli, è preoccupante che questo atteggiamento non si veda in qualcun altro. C’è chi non ce l’ha, quello non si può comprare, ma la difesa del proprio lavoro e della maglia ci deve essere. La rassegnazione e la passività dinanzi ad ogni tipo di evento non si può accettare, soprattutto se sei in una piazza come questa”.

Barca in porto – “Se avessimo fatto gol con Cardoselli e Meli nel primo tempo magari avremmo parlato di altro, comunque la squadra nel primo tempo la partita l’ha fatta. Ma poi si spegne. Forse ha perso di vista l’obiettivo e di questo me ne assumo la colpa. Quando parlavo di portare la barca in porto non intendevo sottovalutare le potenzialità dei calciatori, ma perché annusavo che ci potessero essere delle recidive”.

Infortuni – “Favalli era svuotato, Terzi ha preso una botta e non riusciva a correre. Per Pezzella il problema è più di convivenza con il dolore, la caviglia è sgonfia ma forse non è libero mentalmente. Oggi lo volevo mettere in campo, ma poi lo rischiavo per cosa? Non avrebbe risolto la situazione”.

Responsabilità – “Non sto scaricando nessuno, mi assumo le mie responsabilità. Oggi non si è visto un bello spettacolo. Anche la società non ha visto un bello spettacolo. Devo delle risposte ma poi bisogna anche distribuire quelli che sono i compiti. Con serenità prendiamo coscienza di una brutta batosta che ci deve servire in vista delle ultime sette partite”.

(Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol