Padalino: “Il nostro è un campionato di sofferenza. Bisogna mettersi in testa che a volte si può speculare”

Al termine della partita ha parlato in sala stampa il tecnico bianconero Pasquale Padalino. Di seguito le sue parole:

Sconfitta – “È diversa perché anche l’avversario è diverso, e perché noi siamo stati diversi. Siamo anche passati noi vantaggio, e quando non le chiudi rischi di rimettere in gioco gli avversari. Avevamo chiuso tutti i varchi, tenuto un atteggiamento diverso per andare a prenderli alti per evitare il loro fraseggio. Con tanti impegni ravvicinati può darsi che la stanchezza affiori, ed è affiorata nel secondo tempo dove abbiamo concesso qualche ripartenza, cosa che per caratteristiche non possiamo subire. Abbiamo subito il primo e il secondo gol a difesa schierata”.

Schieramento – “Era spregiudicato nei numeri, ma noi abbiamo avuto un atteggiamento di assoluta attesa per 60 minuti. Non essendo in condizione ottimale non volevo creare ulteriore dispendio. Abbiamo mantenuto una compattezza superiore a quella di Chiavari, creando diverse possibilità di ripartenza e concedendo pochi fraseggi. Nel primo tempo paradossalmente siamo stati più compatti del secondo, dove è venuta meno la condizione fisica e non abbiamo mantenuto le distanze”.

Chiarimento – “Dobbiamo fare un campionato di sofferenza, lo dico chiaramente. I segnali che avevamo percepito ci portavano a vedere che questa squadra non ha la via di mezzo. Non possiamo essere fragili o molto lunghi perché a campo aperto abbiamo difficoltà, per caratteristiche dobbiamo sfruttare di più la coesione tra i reparti. Non eravamo fenomeni prima e non siamo brocchi adesso, ci confortano le parole dei tifosi infatti. Li ringrazio di questa vicinanza, ci hanno riconosciuto l’impegno. La squadra ha creato, c’è stata molta imprecisione”.

Reti fallite – “Se avessimo portato a buon fine il primo tempo, andando sul 2-0, la partita avrebbe preso una piega diversa. Quando non riesce ci sta di perdere. Noi dobbiamo metterci in testa, non sto usando la diplomazia, che a volte si deve speculare. Quando non siamo compatti non siamo in grado di ammazzare l’avversario. Dobbiamo prendere coscienza di questo. Ciò non significa che non si può crescere, questo è anche il risultato di un dispendio di energie mentali che spero non abbiamo pagato. Dal mio punto di vista direi di no”.

Striscia negativa – “Oggi la situazione è più rosea di un po’ di tempo fa, ma il nostro obiettivo non è il playoff. Non voglio essere drastico, due sconfitte possono starci, ma dobbiamo confrontarci giocando sempre come fosse l’ultima possibilità. C’è ancora qualcosa da rivedere perché prendere tre gol in due partite è qualcosa che mi fa male”.

Impegni ravvicinati – “Non so se si potesse fare di meglio, di sicuro sono la conseguenza di un periodo difficile. Ne ha pagato anche il calcio, noi allenatori nella gestione della squadra. Sicuramente ne risente lo spettacolo; ci sono infortuni e crampi in tutte le gare. Non c’è il tempo materiale per farli recuperare nella partita successiva. Per ragazzi come Farbbo e Dumbravanu non sono sufficienti tre giorni per recuperare brillantezza. È un’angoscia che tocca tutti, poi c’è chi ne risente meno”.

(Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol