Padalino: “Gol subiti mi hanno infastidito, serve autocritica. Non bisogna tornare indietro”

Il tecnico del Siena Pasquale Padalino ha parlato questa mattina alla stampa per presentare la sfida di domani contro la Viterbese. Di seguito le sue dichiarazioni:

Carrara – “Ero infastidito perché prendere 6 gol in due partite non è un record di cui andare fiero. Innanzitutto sono sei gol, e poi perché la modalità che ci ha colpito è sempre la stessa, ovvero da situazioni laterali. Essendo in entrambe le partite con il reparto schierato la cosa fa ancora più clamore. È sintomo di mancanza di attenzione individuale, ci avessero preso in contropiede l’errore sarebbe stato più motivato. Così no. Questa cosa mi ha fatto molto pensare, se dovesse ripetersi inizierei a preoccuparmi”.

Autocritica – “Rivedendo le due gare in realtà non abbiamo sofferto oltremisura, ma davanti avevamo due squadre che hanno rispetto a noi una conoscenza e una preparazione maggiore. Di occasioni da gol a Carrara ne abbiamo avute, mentre con l’Entella siamo stati più sterili. Bisognava chiudere prima la partita. Siamo stati propositivi ma ci è mancata la rifinitura e la cattiveria nella conclusione a rete, anche se stando a quanto visto non meritavamo i tre gol. Ma in questo bisogna fare un’autocritica”.

Certezze – “Non le abbiamo perse, neanche contro la Carrarese. L’abitudine a fare tre partite a distanza di pochi giorni ha bisogno di una preparazione mentale che a volte si fa fatica a trovare in Serie A. Certezze le abbiamo ma dobbiamo ritrovare solidità: se vai in vantaggio devi chiudere la partita. Sono atteggiamenti che passano da una preparazione mentale, perché non abbiamo avuto tempo per recuperare a livello fisico. Qualche attenuante c’è ma dobbiamo alzare il livello di attenzione e avvertire la pericolosità dell’avversario, e non dare per scontato che solo perché si è schierati non si debba prendere gol. Non vorrei più vederlo da qui alla fine”.

Classifica – “È una tranquillità apparante. Quando sono arrivato eravamo a 3 punti dai playout ma non mi sono fatto rendere panico. E lo stesso vale adesso, la posizione di classifica deve darci tranquillità ma questa deve essere un valore aggiunto quando di fronte abbiamo una squadra che ha la motivazione di salvarsi. Se non ci dovesse essere, anche domani la partita potrebbe prendere una brutta piega. Non voglio cadere in questo equivoco e neanche i calciatori ci devono cascare. Da uomini tutti hanno preso coscienza della situazione”.

Errori sotto porta – “Bisogna farsi elle domande rispetto a questo aspetto. È un qualcosa che si può allenare, ma poi si entra nella sfera del singolo. Certo non possiamo presentarci 6-7 volte davanti al portiere e non segnare”.

Storia – “Quando sono arrivato ho scommesso che la squadra si sarebbe rialzata, ed è successo. Se ho preso in considerazione questa possibilità è perché certi valori ritenevo potessero ancora emergere. Ad oggi i risultati ci danno ragione, anche se pretenderemmo di più, ma bisogna anche fare i conti con la stanchezza mentale e fisica che va oltre il giocare ogni tre giorni. I nomi a volte fuorviano dalla realtà che si sta o si stava vivendo. La storia va tenuta in considerazione ma la difficoltà è mantenerla nel tempo, soprattutto in categorie più basse. L’abilità adesso sarà quella di proseguire: indietro non vorrei tornare”.

Età – “Incide, è fisiologico. Uno di 20 anni recupera prima di un trentenne. Non tanto per le capacità di recupero, ma perché le tante partite giocate logorano nel tempo. La freschezza di un giovane può dare risultati diversi, ma dall’altra parte ti fa perdere qualcosa. Così come quello più datato arriva con l’esperienza e la saggezza dove non arriva con il fisico”.

Defezioni – “Crescenzi durante un’esercitazione ha avuto un problema all’adduttore. Stamani ha fatto gli esami del caso ma non l’ho neanche convocato. Pezzella ha risentito qualche dolorino alla caviglia, ma sono dolori di assestamento con cui dovrà convivere. Per il resto sono tutti più o meno arruolabili”.

(Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol