Padalino: “Dopo Gubbio la squadra ha reagito, ora serve un segnale di maturità”

Alla vigilia della delicata sfida contro la Lucchese, il tecnico bianconero Pasquale Padalino ha presentato l’incontro ai giornalisti presenti nella sala stampa ‘Renzo Corsi’ dello stadio. Di seguito le sue dichiarazioni:

Lucchese – “Prima di Gubbio avevo detto che nelle successive 3-4 avremmo delineato il nostro finale di campionato. Abbiamo a disposizione ancora una partita e mezzo, perché il secondo tempo di Gubbio non lo considero. La partita di domani e quella con il Grosseto ci diranno di più sul nostro futuro. Ora pensiamo solo alla Lucchese, una squadra con una chiara identità di gioco”.

Assenze – “Terigi era rientrato ma dopo la seduta di giovedì è di nuovo ai box. Avevamo tentato il recupero ma ha accusato nella solita zona un aggravamento della situazione. Meli ha fatto tutta la settimana per conto suo però è tra i convocati, eventualmente potrà essere impiegato a gara in corso. Disanto è ristabilito e c’è. Siamo 22 compresi i tre portieri”.

Sistema di gioco – “Favalli a Olbia ha giocato da terzo di difesa, tra l’altro facendo molto bene, perché avevamo diverse assenze, ma nello sviluppo ti consente di iniziare il gioco a quattro. Di partenza eravamo schierati a tre con qualche ambiguità, tipo Guberti che a volte faceva l’attaccante. Ma non è cambiato granché, a parte il dover schierare qualcuno in una posizione insolita. Nel complesso l’assetto rimane quello”.

Segnali – “Guberti partirà dall’inizio, dà segnali di essere sempre al centro del progetto. È l’allenatore in campo, per esperienza e capacità riesce ad essere portante e decisivo anche nei momenti morti e quando non si ha la palla. Ma questo lo sto riscontrando anche in altri come Terzi e Crescenzi. C’è una complicità diversa, questi sono i segnali che abbiamo avvertito. Non vedo una squadra remissiva, arresa. Oltre a Guberti occorrerebbe che anche gli altri si sentissero coinvolti e responsabili”.

Guberti – “Il tridente leggero in parte è stato fatto anche a Modena. Guberti ha la capacità di essere anche un buon rifinitore, pur non giocando nella sua posizione ideale. Diventa però un’arma sia nella gestione che quando riesce ad essere a ridosso delle punte. Dovrà sacrificarsi un po’ ma è un aspetto che non gli pesa più di tanto”.

Atteggiamento – “Il nostro finale di campionato ha bisogno di essere un po’ diverso sotto la continuità di risultati rispetto ad un andazzo che non ci ha visto essere sempre all’altezza della situazione. Non mi riferisco ovviamente a Modena e Olbia. Nel momento in cui abbiamo alzato il tiro ci siamo un po’ scollati, per cui spero che la squadra si presenti con una naturalezza diversa, con voglia di aggredire la gara e di essere cinici”.

Ottimismo – “Venendo da prestazioni non incoraggianti, questi risultati positivi con Modena e Olbia e la settimana di lavoro mi portano ottimismo. Non ho visto una squadra che si è adagiata o si è fatta trascinare dagli eventi negativi, sono stati bravi a reagire immediatamente. I tre punti erano fondamentali anche prima, ma oggi c’è la convinzione di poterli fare. Siamo sulla strada giusta e queste cose le percepisci da piccoli comportamenti individuali che prima non balzavano all’occhio, è evidente che qualcosa in meglio c’è stato”.

Squadra – “Abbiamo sofferto e a volte più del dovuto, ma secondo me questo finale di campionato ci può riservare delle sorprese positive. Intanto è importate che la squadra dia un segnale di maturità e non ricada nel momento di sofferenza. La difficoltà non ci ha tolto ancora nulla, neanche quelle ambizioni sbandierate ai quattro venti senza però avere le fondamenta. Mi prendo la responsabilità di dire che oggi i ragazzi hanno metabolizzato le sofferenze e i momenti di soddisfazione che ci hanno portato a fare risultati. Serve andare al di là dei personalismi e mettersi a disposizione della squadra”.

Panchina che scricchiola – “A Siena quest’anno è stata una costante, diciamo che il Siena fa lavorare parecchio. Tanto peso a certe voci non lo voglio neanche dare, so come funziona questo ambiente. Io ho concentrato le energie solo sulla Lucchese. Questi spifferi possono arrivare perché qualcuno vuole costruirci qualcosa sopra. L’ho presa per ciò che merita, quindi il tempo di un ascolto. Come mi è arrivata mi è scivolata addosso. Non è il momento di dare peso a certe chiacchiere. Durante la settimana non c’è stato nessun pensiero su questo spiffero”.

(Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol