Padalino: “Comunque vada porterò sempre con me quest’esperienza, non soffrivo così da un po’”

Al termine della partita è intervenuto in sala stampa il tecnico del Siena Pasquale Padalino. Queste le sue dichiarazioni:

Partita – “C’era dispiacere, quando finiscono le cose ti mancano. Si era creato anche un certo tipo di spogliatoio, di atmosfera. È stata anche una delle partite migliori sotto diversi punti di vista. Non è andata. Ovviamente c’è un po’ di rammarico, oggi quando tiriamo una linea forse ci accorgiamo che ci meritavamo qualcosa in più. C’è amarezza”.

Guberti – “È un calciatore che ha lasciato il segno non solo a Siena. Ha fatto calcio vero. Il tempo purtroppo passa, arriva un certo momento in cui sei sempre combattuto se lasciare o meno. Quando finisci c’è un vuoto, ma Stefano è un ragazzo così intelligente che non ha bisogno di colmare questo vuoto in breve tempo. Credo sia intenzionato nell’intraprendere questa carriera da tecnico: gli ho detto che poteva giocare ancora qualche anno, ma le decisione va rispettata. È un onore per me averlo allenato, ma vale anche per tutti gli altri”.

Siena – “Un’esperienza che porterò sempre con me e che mi ha dato tanto. Non soffrivo così da un po’, quest’anno è stata una complicanza continua. Il Covid non ha aiutato, il campionato spezzettato anche. A parte tutto devo ringraziare questi ragazzi, mi hanno fatto vivere un’emozione grandissima in una piazza importantissima. Una squadra di gente che ha dato il massimo”.

Bilancio – “Sono soddisfatto perché si è creata una certa empatia non solo con i ragazzi ma con tutte le persone che stavano intorno. Solidarietà e unione hanno fatto la differenza, andando a sopperire a qualche lacuna. Poi ovviamente l’ambizione c’era, coronare con i playoff mi avrebbe reso ancor più felice, però ormai è andata. Dobbiamo guardare avanti. Ho vissuto parecchie emozioni, anche negative, mantenendo vivo un certo tipo di sentimento. Abbiamo tirato fuori qualcosa in più quando serviva per arginare una situazione che poteva anche precipitare”.

Momenti – “La vittoria di Pontedera, che ha sancito la permanenza in C. Ho avuto ad un certo punto l’impressione che qualcosa si stesse sgretolando, infatti il momento più brutto è stato quando avuto ho avuto la sensazione che le cose non andassero come poi sono andate”.

Piazza – “Quando alleni hai una responsabilità, soprattutto quando sei in una piazza con storia. La storia non ti fa vincere ma va sempre rispettata. Il peso lo devi avvertire, io l’ho avvertito con grande sensibilità. Andare al campo e vedere la squadra che doveva sempre grattare per trovare le forze  residue era qualcosa che non mi faceva stare tranquillissimo. Mi sono sentito responsabilizzato non solo verso la società ma anche nei colori e nella gente che meritava qualcosa di diverso”.

(Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol