Paci: A Siena c’è tutto per far bene, sono fiducioso

Massimo: un inizio in salita…
“Partire con la penalizzazione è già complicato di per sé. Nelle prime due di campionato i risultati non ci hanno dato ragione, anche se la prestazione, fatta eccezione per il primo tempo con la Sampdoria, c’è stata. È vero, in entrambi gli incontri abbiamo avuto un approccio un po’ molle, ma è difficile capire perché. Forse il meno sei ci ha bloccato, forse è dipeso da altri fattori. Ma siamo pronti a rifarci, senza gridare all’allarme: solo remando dalla stessa parte si arriva lontano”.

L’Udinese per rifarvi?
“Anche loro vengono da un periodo difficile, vorranno vincere a tutti i costi. Non dobbiamo farci ingannare dalle assenze: in tutte le squadre, soprattutto a questi livelli, i sostituti sanno farsi valere come i titolari. Anzi…”.

Come ti trovi a Siena?
“Molto molto bene. La città è bellissima, ma già la conoscevo: è capitato che mi fermassi dopo qualche partita giocata qua. Con la squadra mi trovo alla grande. Ci sono tutte le componenti per fare bene e alle quali do importanza come una società seria e organizzata alle spalle”.

Cosmi?
“È un bravo allenatore, che si è preso sulle spalle un bell’incarico. Salvarsi in un campionato con squadre di alto livello come quello di quest’anno è già complicato. Con la penalizzazione diventa un’impresa. Ma ha capacità e carisma: credo in lui”.

Quali gli step più importanti della tua carriera?
“La Juventus, quando avevo 18 anni, il grave problema fisico che mi ha fermato, la discesa in serie C, la risalita in B e in A e i nove anni nella massima categoria: una carriera discreta, dalle stelle, alle stalle, alle stelle. In mezzo la possibilità di vestire la maglia dell’Ascoli, la squadra della mia città e di cui sono sempre stato tifoso. In serie A, nella sua annata più bella”.

Con gli infortuni hai dovuto combattere spesso…
“A Torino ho proprio rischiato di chiudere con il calcio: ho avuto un’infezione renale che poteva compromettere la mia carriera. Un altro grave infortunio quando ero al Parma: in allenamento mi sono scontrato con Marco Rossi e mi sono rotto zigomo, orbita e mandibola; ho dovuto fare due operazioni e ho più di 50 punti in faccia. In meno di un mese sono tornato in campo, ma nella testa qualcosa mi è rimasto. Credo che inconsciamente sto pagando tutt’ora: prima ero uno da 4-5 gol a stagione, adesso, anche se non mi tiro mai indietro, ne faccio molti meno…”.

Come è nata la passione per il rock?
“Sono stato folgorato a un concerto dei Metallica, a 22 anni. Da lì ho iniziato la scuola di chitarra. Cantare no, non canto.Ci vuole la voce per cantare, io mi diverto.Quando posso, mi aggrego ai Rezophonic,un gruppo di Milano fondato daMario Riso (storico batterista nel panoramarock italiano e socio fondatore, insiemea Galliani, del canale satellitare RockTv, (dove anche Paci si è esibito, ndr).Chiamando vari artisti, sostiene il progettodi Amref Italia, che ha come scopo la realizzazione di pozzi d’acqua nel Kajiado, in Africa. Un’iniziativa meravigliosa. Ne abbiamo aperto anche uno con il Novara e con la mia ragazza Chiara”.

Una frase di una canzone che rispecchia la tua vita?
«Sogna finché il tuo sogno non si avvera»: da ‘Dream on’ degli Aerosmith”.

È vero che la notte urli e che nessun compagnovuole stare in stanza con te?
“Ah ah ah. Succedeva quando ero più giovane. Adesso chiacchiero un po’, ma iragazzi mi sopportano…”.

Vai sempre al massimo?
“Vado al massimo in campo: la prestazione può essere positiva o negativa, ma do sempre tutto me stesso. Quando sono a casa, invece, sono uno lento, come se spegnessi l’amplificatore”.

Sei felice?
“Sì, molto felice”.

Sei in pace con te stesso?
“Assolutamente sì”.

Sei in pace con il mondo?
“Ho molto rispetto per il prossimo. Ma sono infastidito da tutto quello che succede nella politica e nella Giustizia, sia ordinaria che sportiva. A certe cose puoi rimediare solo facendo una rivoluzione, oppure stai zitto. Io sono tra quelli che preferiscono non parlare”.

A cosa non potresti mai rinunciare?
“A quell’ora che passo con mio padre Gianni, quando sono a casa, a sistemare il giardino. Amo il giardinaggio e ogni sera, dalle 19:30 alle 20:30 nessuno mi può togliere quel momento che trascorro con papà. Ecco, se mi chiedi chi è il mio eroe ti rispondo «lui, mio padre», un grande uomo”.

Un saluto ai tuoi tifosi?
“Con il lavoro e la tenacia cercherò di entrare nel vostro cuore”. (Angela Gorellini)

Fonte: Il Fedelissimo