Pablito Rossi incontra la Robur: “Vi faccio i complimenti per il campionato”

Poco prima dell’amichevole contro la Chiantigiana (poi finita 2-2) Morgia e alcuni dei bianconeri – fra cui Vergassola, Santoni e Vianello – si sono recati alle ex Cantine Ricasoli, che fino a domenica sono state allestite per ospitare una mostra monografica sulla vita professionale e personale del grande Paolo Rossi, campione del mondo nel 1982 e secondo Pallone d’Oro italiano dopo Rivera.

Ad accogliere la Robur Pablito in persona, che dopo una proiezione dei gol degli azzurri ha parlato delle sue esperienze calcistiche con Massimo Morgia e Luigi Agnolin al suo fianco. Tra i tanti argomenti toccati, i ricordi del primo mondiale in mondovisione e della sua celebrità dopo i tre gol al Brasile. Rossi si è poi rivolto ai bianconeri e ha fatto i complimenti a Morgia per il campionato fin qui disputato. Un consiglio ai tanti giovani presenti (“l’importante è avere sempre un obiettivo chiaro e perseguirlo senza mai mollare”) e un suggerimento pure ai vecchietti (e qui è impossibile non pensare al capitano). “Un giocatore non vorrebbe smettere mai. Penso a Totti, per esempio. E’ un simbolo della Roma, come fai a smuoverlo da lì? Spesso ci vuole una figura esterna che ti dica: ‘guarda, è arrivato il momento di finirla’. A me è successo con Bearzot nel 1986. Mi chiamò prima del Mondiale in Argentina e mi disse che mi avrebbe convocato perchè ero il simbolo della Nazionale, ma che non avrei mai giocato. Io ho smesso a 31 anni non compiuti ma in questo modo ho conservato un’immagine personale positiva”.

Alla fine c’è spazio per autografi, foto e abbracci, poi Rossi (alle 16.30) propone ai ragazzi di visitare la mostra già da subito. Ma manca mezz’ora al calcio d’inizio e allora Morgia, come un prof inflessibile, declina l’invito gentilmente: “Magari nell’intervallo o dopo il match”. Perchè il lavoro viene prima di tutto. Anche di un ex campione del mondo che nel 1982 ha fatto piangere il Brasile. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fedelissimo Online