Il premio è al “personaggio senese dell’anno”, e anche se lui a Siena non c’è nato, “la città mi ha accolto come se fosse la mia, e mi vuole bene. Ho ricevuto tantissimo, spero di aver dato anche qualcosa”. Stefano Osti è stato premiato in occasione della Briglia d’Oro dell’Aiac Siena. “È un graditissimo premio, a sorpresa, non sapevo niente”, dice lo storico segretario del Siena, che poi si sofferma sul presente bianconero.
“È il quarto Siena della storia, mi auguro che sia l’ultimo – sottolinea Osti – stiamo tranquilli, senza far voli pindarici, cercando di stare coi piedi per terra. Il tempo è dalla parte del Siena, perché c’è la possibilità di rimanere in categoria, valorizzando dei giovani, e col tempo tornare dove era una volta, la Serie C”. “La squadra è discreta, già quella dell’anno scorso con qualche modifica legata ai giovani poteva fare un campionato interessante – prosegue – l’importante è non fare scenate se la squadra perde due partite di fila. Rendiamoci conto di quello che è successo negli ultimi dieci anni. Spero si possa affrontare il prossimo futuro con intelligenza, con spirito di servizio e la consapevolezza che col lavoro si possono ottenere dei risultati”.
Osti, dall’alto della sua esperienza, prova a leggere la geografia della prossima Serie D. “Le Toscane le divideranno sicuramente, tocca capire come. Ci sono delle realtà che possono fare entrambi i gironi. Tutti gli anni si sente la voce di mettere parte della Toscana con la Sardegna. Il Grosseto avrebbe espresso questo desiderio, ma nel loro interesse spero che non venga accolto. I gironi li fanno partendo dal nord; cominciano dal Friuli, poi Veneto, Lombardia, Piemonte e poi a scendere completano le 18 squadre. Quest’anno forse c’è solo una squadra in più, la nuova Ancona, ma se ci saranno delle mancate iscrizioni potranno decidere di ripescarne una in meno per non avere complicazioni nella composizione degli organici. Sarebbe opportuno venissero salvaguardati i derby storici che aiutano a fare anche degli incassi”. (G.I.)
Fonte: Fol
