Osti: “Per me il Siena non è una società come le altre, ma non tornerò”

Durante la trasmissione Minuto per minuto su RadioSienaTV è intervenuto lo storico segretario generale del Siena Stefano Osti. Dalle voci di un suo possibile ritorno, al periodo con Anna Durio e al legame con Perinetti, l’ex dirigente bianconero ha toccato tanti temi:

Attività – “Dal 30 giugno 2019 volontariamente mi sono messo in pensione per motivi personali. Io ho lavorato per più di 40 anni facendo un lavoro dove non c’erano orari, domeniche, estati; si arriva ad un punto dove non c’è più lo stimolo e la motivazione giusta per una cosa per la quale, invece, ci vuole un impegno serio”.

Butini – “Nel mio ultimo periodo a Siena, sapendo quello che sarebbe stato il mio futuro mi ero preoccupato di allevare una figura, prima al mio fianco, poi lasciandolo in buona solitudine, in grado di mandare avanti la segreteria, ovvero Alessio Butini. Per motivi suoi credo non faccia più parte dell’organico, e questo mi dispiace molto perché avevo dedicato molto tempo e pazienza alla costruzione di una figura così importante in una società. Se dovesse venire Perinetti, forse potrebbe tornare sui suoi passi”.

Ritorno a Siena – “Io non ho sentito nessuno, nemmeno Perinetti che comunque credo sia ancora in trattativa. Penso di aver dato tanto al mio lavoro e a tutte le società dove sono stato. Il Siena è una cosa particolare, non era solamente fare il mio lavoro ma essere un tifoso della curva seduto dietro la scrivania. In questo momento però non mi sento di riprendere a lavorare per motivi personali. Perinetti sa che su di me può contare per un aiuto, ma non sul fatto che io possa tornare a lavorare”.

Mancata iscrizione Robur Siena – “Non mi ha sorpreso, credo abbia sorpreso pochi. Da subito dopo i giorni successivi allo spareggio di Pescara, per un anno intero, ho passato il mio tempo a cercare di spiegare ad Anna Durio quali fossero i punti chiave per risparmiare dei soldi per evitare di ritrovarsi in qualche problema. Avevo capito che c’erano delle storture nei costi, non era possibile pensare di risolvere i problemi finanziari del Siena non comprando le penne biro o il toner della fotocopiatrice. Il problema era avere 30 giocatori a contratto dove il trentesimo guadagnava quanto il decimo in ordine di bravura. Bisognava tagliare i più costosi e puntare sui giovani. Del resto la Serie C fa questo ormai da tempo. Quest’anno ho seguito indirettamente il Grosseto che, con un terzo di quello che spendeva il Siena, ha fatto i playoff”.

Anna Durio – “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Passavano settimane e mesi e vedevo che non c’era voglia di ascoltare certi suggerimenti, a quel punto avevo purtroppo pronosticato una fine ingloriosa. C’è amarezza quando un proprietario non riesce a distinguere tra coloro che danno suggerimenti per salvarti economicamente e invece ascolta solo quelli che gli fanno buttare i soldi nel water. A quel punto è inutile stare lì a prendere uno stipendio. Stipendio peraltro misero, da titolo amichevole, esclusivamente per l’affetto che ho sempre nutrito per il Siena. Ma è un argomento di cui non vorrei parlare”.

Legame – “Il Siena c’è sempre, è quello di ora, è stato quello della Robur, ma il Siena che ho nel cuore è morto il 17 luglio 2014. Poi è rinato con mille peripezie, ma il Siena con cui ho iniziato a lavorare e che ho conosciuto a livello quasi pionieristico dal dicembre 1980 era l’AC Siena. Con Danilo Nannini presidente e tanti senesi nel consiglio direttivo”.

Ricordo – “Il giorno più bello è stato quando ho ricevuto una telefonata nell’agosto 2003 per un incontro con il presidente De Luca per un’ipotesi di tornare al Siena. Fu inaspettato, è stato un momento molto emozionante”.

Campionato– “Quest’anno ci sono stati due mesi di buco, dopo l’esonero di Gilardino sono arrivati due personaggi che non hanno comunicato con i giocatori, e da lì la squadra dalla lotta promozione si è ritrovata ai margini dei play-out. Con un po’ di attenzione si poteva fare meglio. Tutti possono sbagliare, nessuno è perfetto. Credo che il Siena ora possa creare le condizioni per puntare alla promozione”.

Perinetti – “Auguro a Giorgio di rifare il bis come a Venezia, dove in due anni ha portato la squadra dalla D alla B. Tant’è vero che è tra gli ospiti della festa promozione del Venezia, perché lo ritengono uno degli artefici del ritorno in Serie A”.

(Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol