Osti: “Ci vuole un vero progetto a lunga scadenza”

Stefano Osti ha parlato questa mattina ad Antenna Radio Esse. Ecco le sue parole:

"Il primo cittadino ha le sue buone ragione per chiedere qualche giorno in più per riflettere, perché si tratta di una decisione delicata e impegnativa che rappresenta la nuova partenza del calcio a Siena.  Allo stesso tempo ci sono delle scadenze da rispettare, prima fra tutte quella delle ore 12 del 4 agosto, quando in un lunedì tutto va consegnato a Roma. Spero che non si arrivi all’ultimo momento a fare cose così delicate, ma che penso che se viene rispettata, o magari anticipata, la tempistica della decisione, credo che si possa provvedere a fare tutto. È un momento delicato, che va fatto senza nervosismi e con molta attenzione.

Il progetto è fondamentale: deve essere un qualcosa di serio e consolidato ed è forse più importante della categoria. Questa sì è importante, ma ci vuole un’idea precisa di ciò che andremo a costruire, altrimenti c’è il rischio di rimanere 5-6 anni in D come successo a squadre come l’Arezzo.

Guardando indietro, credo che molte delle problematiche dell’Ac Siena sono dovute proprio alla mancanza di un vero progetto. In tal senso ho trovato molto discutibile che lo sponsor Mps che per anni ha erogato somme ingenti, non abbia mai preteso di inserire una figura in posti di comando con poteri decisionale e di controllo di propria fiducia. Ma anche che non abbia fatto in modo che molti di quei soldi non fossero destinati ad un progetto come poteva essere il settore giovanile, la costruzione di impianti, o il vivaio. Proprio relativo a quest’ultimo, vediamo che ora viene saccheggiato dalle altre società professionistiche che si stanno avvalendo del gran lavoro fatto dagli ottimi tecnici che aveva il Siena e che avevano prodotto ragazzi interessanti che adesso vanno via. Il progetto a lunga scadenza che deve essere fatto deve comprendere il vivaio, il settore giovanile, i rapporti con le altre società della città o del territorio vicino, l’impiantistica. Questo ritengo siano le cose fondamentali. Pensare che tutte le risorse devono essere impiegate per costruire una squadra per vincere il campionato non mi sembra a lunga scadenza. Poi è chiaro che tornare nei professionisti prima possibile sarebbe un importante veicolo per valorizzare il progetto detto prima.

Parlando del girone, continuo a sperare che l’Arezzo venga ripescato perché ci sarebbe una squadra importante in meno nel nostro campionato. Sarà un anno dove chi affronterà il Siena farà la gara della vita, anche perché verranno a giocare in uno stadio che fino a poco tempo fa ha ospitato la Serie A. Ho vissuto situazioni simili in altre piazza come Grosseto e Terni e questo è l’ostacolo maggiore: affronteremo tutte finali contro squadre che per vivranno la sfida col Siena come una cosa storica. Ci vorrà pazienza, dovrà esser costruita una squadra equilibrata, con la giusta dose di esperienza, con uomini abituati alla categoria e giovani motivati e recuperati e dalla scomparsa dell’Ac Siena. Il tutto guidato da un allenatore che non debba esser preso per mano ma che, vista la giovane età di molti componenti della rosa, abbia un’ala protettiva verso questi oltre che essere un tecnico di qualità, esperienza e carisma".

Fonte: Fedelissimo Online