C’erano due ex Siena nelle fila della United Riccione, affrontata due giorni fa a Castel Rigone. Il primo, Francesco Mezzasoma, ha un passato nelle giovanili della Robur. Il secondo, Raffaele Ortolini, fu una scommessa di Vaira e Trani, una sorta di anomalia rispetto a come veniva gestito il mercato nel periodo di presidenza Durio. Ortolini aveva appena segnato 20 gol in D col Ghivizzano, meritava una chance nel professionismo e quella chance arrivò dal Siena, che gli fece firmare un triennale. Ma l’attaccante calabrese finì schiacciato dalla concorrenza dell’attacco di Dal Canto (Cesarini, D’Auria, Guberti, Guidone…) e di spazio ne trovò veramente poco. 14 spezzoni, mai una volta titolare, eppur in gol due volte, inclusa la testata da tre punti con la Pergolettese, in quello strano momento in cui il Siena perdeva in casa e vinceva fuori. A gennaio il prestito al Rimini per trovare più aria, a giugno la mancata iscrizione e il contratto che diventa carta straccia. “Ma nonostante questo, nonostante tutto quello che è successo, la ricordo come un’esperienza bellissima”, racconta Ortolini al Fedelissimo Online. “A Siena sono stato bene, la città mi è sempre piaciuta, sono rimasto in buoni rapporti anche con i tifosi. È sempre bello tornarci o giocarci contro. Era una grande occasione, ne sono consapevole, ma è andata come è andata ed è inutile piangere sul latte versato”.
“Il Siena è una squadra attrezzatissima, ambiziosa, può puntare a fare un campionato di alta classifica e penso che sia quello l’obiettivo, perché la città non può permettersi di fare un altro tipo di campionato”, prosegue il capitano della United Riccione, che ha ritrovato un po’ di quel bianconero che aveva vissuto, anche se pare sia passata un’era geologica. “Con qualcuno ho giocato insieme, con qualcun altro ci siamo affrontati da avversari. Ma soprattutto ho ritrovato il direttore Guerri e il magazziniere, Nermin. Mi ha fatto molto piacere”. (Giuseppe Ingrosso)
Fonte: Fol
