“Orienta Partners? Per salvare una società ci vogliono i soldi”

Orienta Partners: questo è il nome della società che ha avuto il compito di redigere il piano industriale per permettere al Siena di iscriversi in B. ma prima del caso Robur, la società aveva seguito quello del Cesena, anche se i risultati sono stati poco confortanti. A parlarci di ciò Roberto Checchia, presidente del Centro Coordinamento Cesena Club

Orienta Partner ha lavorato per riorganizzare il debito del Cesena Calcio. Cosa ci può dire sul loro operato?
Al momento attuale il Cesena non è ancora salvo dal punto di vista economico-finanziario. Per salvare una società, che sia di calcio o un’azienda, i soldi bisogna metterceli e spenderli. Orienta Partners ha cercato invece di tamponare, ma senza andare effettivamente a cerare i soldi per chiudere i buchi che si erano creati. Loro sono arrivati a Cesena nel 2012, poi fortunatamente per noi è arrivato Lugaresi. E sinceramente senza di lui e la sua cordata il Cesena non credo che ad oggi sarebbe in B.

Con l’arrivo di Lugaresi si è cercato di trovare i soldi necessari per garantire un futuro al Siena. Cosa è stato fatto?
Il Cesena Calcio ha fatto un progetto con le aziende, denominato dna bianconero che prevede una forma di sponsorizzazione per sostenere il Cesena. Ci sono vari pacchetti, con cifre diverse da spendere e benefit di conseguenza fatti da abbonamenti e cartelloni pubblicitari.

Oltre che alle aziende, un sacrifico è stato chiesto anche ai tifosi.
È vero, anche i tifosi si sono mossi per dare una mano al Cesena. Per fare ciò è stata creata un’associazione, con presidente una bandiera storica del Cesena calcio come Giampiero Ceccarelli, in modo che chiunque volesse dare una mano alla sopravvivenza del Cesena poteva farlo. Nacque l’associazione “Cesena per sempre” ed in previsione della campagna abbonamenti 2013-2014 lanciammo dei pacchetti che prevedevano una donazione che andava da 1000 a 5000 euro, rateizzabili anche attraverso un finanziamento a costo a zero. In cambio di questa cifra venivano dati abbonamenti gratuiti a seconda del settore e sconti per gli anni successivi. Abbiamo iniziato a maggio con questa iniziativa e dopo un mese e mezzo abbiamo versato 100 mila euro, un risultato straordinario visto il momento economico. Tra poco ci sarà la seconda fase, che punterà sul fatto di poter fare anche una semplice donazione libera. Tanto è stato fatto, ma ancora purtroppo non siamo usciti dai problemi.

Fonte: Fedelissimo Online