NOVITA’ SUL CASO DI MARIA LOVARI

Riportiamo un aggiornamento sul caso di Maria Lovari figlia dell’ex portiere del Siena Leonardo Lovari per cui il Siena Club Fedelissimi si era mobilitato esponendo anche uno striscione in gradinata per sensibilizzare l’opinione pubblica sul caso.

 

Due giudici per una bimba contesa tra Italia e Lituania. La storia della piccola Maria Lovari comincia ad assumere i contorni di un intrigo internazionale a colpi di carte bollate. Al tribunale dei minori di Firenze si è svolta la prima udienza. Il padre Leonardo, ex portiere del Siena, ha denunciato l’ex convivente lituana Saule Šaltenyte per sottrazione internazionale di minore, chiedendo di conseguenza l’affidamento esclusivo della figlia che ha poco più di tre anni. Alla base il fatto che la bambina, nata a Vilnius ha trascorso la stragrande maggioranza della sua vita ad Arezzo, dove ha anche frequentato un asilo nido. Poi a maggio la madre l’ha portata via senza farla più vedere all’ex compagno. L’avvocato Caterina Barbetti ha chiesto per la figlia del suo assistito l’applicazione della Convenzione dell’Aja sull’affidamento dei minori, firmata sia dall’Italia che dalla Lituania. Se venissero riconosciute le ragioni presentate da Lovari, ossia che l’Italia è la sua patria naturale, la bambina dovrebbe essere fatta rientrare nel nostro Paese. Il magistrato, acquisiti gli atti, ha chiesto tempo per approfondire i particolari della vicenda. Probabilmente una settimana.
Ma anche nel Paese in riva al mar Baltico un giudice si è occupato della vicenda. A Vilnius la madre della bimba ed ex convivente di Lovari si è presentata in tribunale con un’identica richiesta: l’affidamento esclusivo di Maria. Anche il magistrato lituano ha preso tempo per decidere, rinviando al 2 dicembre la pubblicazione della sua sentenza. Un conflitto di competenze che rischia di complicare maledettamente il rientro in Italia della bambina. Ma saranno solo le due decisioni dei giudici a rendere meno incerto il quadro di questo conflitto tra il padre e la madre. Sempre che le due sentenze non dicano cose diametralmente opposte, ipotesi abbastanza probabile allo stato attuale dei fatti. «L’udienza in Lituania non mi è stata notificata — dice Lovari — un comportamento che non mi va giù, perché non mi è stata data la possibilità di esporre le mie ragioni, di dire per quale motivo credo che Maria debba tornare in Italia».
I timori dell’ex portiere professionista e ora rappresentante di terricci per la sorte della figlia sono legati anche al «peso specifico» della famiglia dell’ex convivente. Il padre della trentaseienne è infatti un intellettuale influente e un importante personaggio politico in Lituania. Saulius Šaltenis, infatti, è stato anche ministro della Cultura dal 1996 al 2000. Situazione che potrebbe creare qualche pressione psicologica sulle decisioni della magistratura di Vilnius. Intanto, in attesa della sentenza fiorentina Leonardo Lovari è arrivato a quasi 1500 membri nel suo gruppo di Facebook a sostegno della sua «battaglia», anche per questo anche Rai 2 con la trasmissione «Insieme sul due» di Milo Infante e molti siti Internet si sono occupati della sua vicenda. (Federico D’Ascoli)
Fonte: La Nazione