Era il 16 giugno 2018 quando, a Pescara, la Robur perdeva definitivamente ogni speranza di raggiungere la Serie B. Complice la partita scellerata di Catania, che costò la squalifica a ben quattro perni della formazione bianconera: Santini e Bulevardi presero quattro (4!) giornate, mentre Iapichino, Rondanini e Gerli una. Sta di fatto che fu spianata la strada ai calabresi che vinsero 3-1 dopo una partita praticamente a senso unico. Ma il senso dell'articolo è ben altro:
A partire dal giorno dopo, complici le difficoltà economiche che imperversavano diverse formazioni di Serie B (Bari e Cesena in primis, ma anche l'Avellino) iniziarono a far meditare società e tifosi della Robur: la Serie B, non conquistata sul campo, sarebbe potuta arrivare a tavolino. Questo perché, se i baresi non riuscirono ad iscriversi al campionato a causa del mancato aumento di capitale dell'ex presidente Giancaspro, che non riuscì a giungere alla cifra totale di 4,5 milioni di euro, il Cesena si era iscritto ugualmente al torneo (e qui capiamo molte cose), senza però che l'Agenzia delle Entrate permettesse la rateizzazione dell'enorme debito contratto (si parlava addirittura di 50 milioni di euro). Diverso fu il caso dell'Avellino, ultima squadra ad essere esclusa: gli irpini non riuscirono a presentare una fidejussione idonea alle normative (quali?) vigenti all'epoca. Siamo comunque intorno alla metà di luglio: crescono le speranze ripescaggio del Siena e delle altre società aventi diritto di presentare domanda di ripescaggio. Il colpo di scena avviene il 17 luglio: con totale segretezza, al Novara Calcio viene comunicata l'accettazione del ricorso da parte del TNF riguardante l'inammissibilità del club piemontese di poter presentare domanda, a causa della penalizzazione che gli azzurri (e anche il Catania) avevano subito per inadempienze amministrative nelle ultime stagioni. Tutto sembra cambiato: dalle ipotetiche (perché non possono definirsi in altra maniera) classifiche per i ripescaggi, Catania e Novara balzano al comando e sono spinte dai media (c'è addirittura chi, e mi riferisco ad emittenti internazionali, in alcuni articoli, le considera già in serie B). Il 1 di agosto, Siena, Ternana, Pro Vercelli e, badate bene, FIGC (si, la FIGC che ricorre contro la FIGC, non scherzo) si vedono respingere dalla Corte Federale d'Appello il ricorso contro la riammissione ai giochi di piemontesi e siciliani. Il 3 agosto, la FIGC SCRIVE ALLA LEGA B (che in precedenza aveva comunicato la propria volontà di bloccare i ripescaggio e iniziare a 19): IL CAMPIONATO DEVE ESSERE A 22, LO DICE LA NORMATIVA, E NON C'È VERSO DI MODIFICARLA (testuali parole si leggono nel comunicato della Federazione Italiana Giuoco Calcio). Il 9 di agosto, Nicola Binda, giornalista de "La Gazzetta dello Sport" lancia una clamorosa bomba ad orologeria, scrivendo sul proprio profilo twitter: "La prossima Serie B sarà a 19 squadre". La FIGC si è smentita in cinque giorni? Siamo sicuri? Silenzio assordante dai Palazzi Federali, sono giorni davvero tesi e nessuno fiata. Dopo alcuni giorni di pura follia, arriva la conferma, in data 13 agosto: un lunedì. La Lega B fissa i calendari senza l'autorizzazione (nemmeno al Bar, se mi permettete) della Federazione. In diretta Tv, su SportItalia, abbiamo assistito alla più grande farsa dell'ultimo ventennio calcistico: dopo circa due ore di attesa, dal momento che mancava il placet di Fabbricini, Balata conferma: "la prossima serie b sarà a 19 squadre". L'ufficialità arriva poco dopo, tramite un golpe incredibile targato Fabbricini, che ha fatto modificare dai propri avvocati una norma, prevedendo che, in casi straordinari, è possibile stabilire in accordo con la lega di competenza, il numero di squadre partecipanti al torneo dell'anno in corso. Una cosa mai vista. Ne parla tutto il mondo: nessuno sembra credere a quanto accaduto. Ma non finisce qui, cari lettori. Iniziano polemiche, ma soprattutto iniziano i ricorsi: tutte le squadre in lizza, vale a dire la Robur, la Pro Vercelli, il Novara, la Ternana, il Catania e, per un motivo diverso (legato al caso plusvalenze fittizie tra Cesena e Chievo) anche l'Entella, iniziano a mobilitarsi affinché venga fatta giustizia. Ma, lo sappiamo bene, giustizia non fa rima con Italia. I ricorsi vengono fatti al Collegio di Garanzia del CONI, presieduto da Franco Frattini, che fissa l'udienza (badate bene) ben oltre un mese dopo rispetto alla data in cui sono stati effettuati i ricorsi. Frattini, sui propri profili social, afferma che prevarrà giustizia. "Venerdì 7 settembre si saprà tutto, vedrete." Ma, come volevasi dimostrare, quel venerdì non arriva alcuna decisione. Il motivo? la Commissione è spaccata in due e c'è totale equilibrio tra chi vuole la B a 19 e chi la vuole a 22. Ma qui non è questione di volere, ma semplicemente di giustizia (che, ribadisco, non fa rima con Italia). Decisione rinviata a martedì 11: puzza di bruciato, e tanta! La decisione arriva, e sembra essere quella paventata dai più: la B rimane a 19 squadre. "Per la prima volta nella mia carriera ho votato contro la decisione presa dalla maggioranza. Finisce 3-2, con il mio voto contrario contenuto nella dichiarazione ufficiale che spiega l'inammissibilità dei ricorsi effettuati": queste sono le parole di Frattini, a caldo, dopo la sentenza. Lo stesso afferma: "Chi vuole, può ricorrere al TNF". In pratica si è detto: non dovevate ricorrere qui da noi, non è stato seguito l'iter giudiziario corretto. Ma stiamo scherzando? Un mese passato così e poi i ricorsi non sono validi? C'è sotto dell'altro. Il primo di ottobre, il TNF rigetta tutti i ricorsi e conferma la B a 19 squadre (che barzelletta!). Il 24 ottobre, arriva una svolta clamorosa: il TAR accoglie il ricorso alle squadre richiedenti il ripescaggio: la B TORNA A 22. Quando? Ad inizio novembre? Il campionato di C, il cui inizio è stato più volte rinviato, parte in modo zoppicante. Sono rinviate le gare (grazie alla saggezza di Gravina, all'ora presidente della Lega Pro) di tutte le squadre che hanno la possibilità di essere ripescate/riammesse in B. La Lega B, non sazia, decide di ricorrere al Consiglio di Stato, contro la decisione del TAR. Il ricorso, ovviamente, viene accettato, e la B (comicamente) rimane a 19 squadre. Abbiamo tralasciato un piccolo dettaglio: il 19 settembre il CONI ha accettato il ricorso all'Entella, promuovendo, di fatto, virtualmente i liguri in seconda serie. Ma la FIGC, in totale silenzio, butta tutto nel dimenticatoio.
RICORSI, CONTRO RICORSI e dichiarazioni pesanti da parte delle società (su tutte Lo Monaco del Catania, che arriva alle minacce) ma alla fine la B rimane a 19 squadre. Chi c'è stato sotto a tutto questo? Chi ha agito da sotto le coperte? Probabilmente voi che state leggendo questo articolo lo sapete bene, ma è meglio non dirlo, perché ci sarebbe da discutere in maniera molto animosa e pesante. In tutto questo, il Siena inizia il proprio campionato in data 30 settembre, nella sfida pareggiata in casa contro il Pontedera. La FIGC, intanto, ha in cassaforte i 700 mila euro di fideiussione più 800 mila euro di contributi. Una comicità senza fine, con Fabbricini che viene sostituito da Gravina, il quale promette mai più casi come quelli avvenuti la scorsa estate. Abbiamo fatto ridere mezzo mondo: un campionato a squadre dispari, in barba alle regole e alle normative vigenti. Ma non finisce qui: tra fallimenti, squadre senza soldi che ancora militano nei campionati di appartenenza, e situazioni al limite del paradossale, ci ha pensato il sig. Bitonti (direttore di gara di Robur Pistoiese) a scrivere un referto pesantissimo che inibisce dalla presenza in campo fino al 30 giugno 2019 la presidente Anna Durio e, addirittura, fino all'estate 2020, il vice presidente Federico Trani. Ed è notizia di oggi il ricorso che ha presentato il Siena nei confronti della stangata del giudice sportivo ai danni dei bianconeri: Ricorso, il termine benedetto, sembra essere tornato di moda. Ma quando il calcio italiano tornerà ad essere serio e professionale? Ai posteri l'ardua sentenza.
(Niccolò Anfosso)
Fonte: FOL
