Non è giusto fermare il campionato

Personalmente mi piace di più parlare di calcio giocato e non entrare in dispute di carattere “politico-sindacale” , quelle che stanno rischiando di fermare da subito l’inizio del nuovo campionato di A. Francamente dopo la rottura fra l’Assemblea di Lega e Aic (associazione italiana calciatori) su due punti del rinnovo del contratto, sono pienamente d’accordo sulla posizione del Presidente Mezzaroma, contrario allo sciopero dei giocatori che bloccherà le partite in programma per il fine settimana. I punti su cui non si è trovato un’ intesa, sono la questione del contributo di solidarietà, che si chiede debba essere a carico del giocatore e non delle Società e l’Art. 7 che secondo la Lega deve prevedere l’autonomia dello staff tecnico di organizzare gli allenamenti dei giocatori.
Per quello che concerne il primo punto, come sappiamo dalle notizie di carattere nazionale, ancora la famosa manovra per il riequilibrio dei conti pubblici, non è stata approvata e il tutto ancora si sta delineando in fumose discussioni. Tra le proposte di qualche politico, c’è anche il versamento della tassa di solidarietà (patrimoniale) sulla base dei redditi che ogni soggetto percepisce. Sicuramente quando si tratta di aprire il portafoglio, a ciascuno di noi, senza distinzione di classe o ceto, disturba parecchio. Personalmente, senza entrare nei meandri della correttezza del provvedimento governativo, disturba di più sapere che certi soggetti e mi riferisco a quei giocatori  che percepiscono degli stipendi da favola, premi partita, compensi pubblicitari e quant’altro, non vogliono cacciare di tasca neppure un euro e pretendono che sia la Società a pagare. Se i sacrifici bisogna farli tutti per risollevare questa agonizzante Nazione,di cui questi signori dicono di appartenere, è giusto e sacrosanto qualora la legge lo stabilisca che paghino sulla base dei loro lauti stipendi. Sull’altro punto, cioè l’Art. 7 mi pare di capire che rappresenti più un problema di gestione di una Società di calcio, che decide di organizzare gli allenamenti e la preparazione di quei giocatori che non rientrano nella rosa della prima squadra e quindi destinati a rimanere ai margini ma comunque ancora sotto le dipendenze del club di appartenenza,  che deve garantire loro una adeguata preparazione. Onestamente rompere le trattative e fermare l’inizio del campionato di A per queste quisquilie mi sembra una clamorosa esagerazione. Nella speranza che la ragione prevalga e non si voglia sciupare l’inizio della “festa” , non ci rimane che attendere l’esito delle trattative e poi come si conviene a dei bravi attori: che lo spettacolo abbia inizio! (Lallo Meniconi)


Fonte: Fedelissimo online