NON E’ PER PRENDERE LE DISTANZE, MA PER DARE L’IDEA DELL’UNITA’ DI GRUPPO

Dal prossimo 25 ottobre, la Robur arriverà e uscirà dal Franchi con il pullman. La decisione, presa dalla società, ha fatto molto discutere in questi giorni. C’è chi l’ha presa come un atto di vigliaccheria, chi come una sorta di paletto tra città e squadra, chi l’ha accettata come una cosa giustissima, chi invece ne è rimasto dispiaciuto perché toglie al Siena un po’ di unicità.

“In realtà – spiega il segretario generale bianconero, Gian Piero Persichetti –, non è né per il timore di contestazioni, che nel calcio ci sono sempre state e ci saranno. Non è nemmeno per voler prendere le distanze dai nostri tifosi. E’ uno dei tanti passi che questa società sta facendo per migliorare dal punto di vista dell’organizzazione. Se avessimo paura o non volessimo il contatto con la gente, non andremmo alle cene in Contrada, alle quali stiamo partecipando e volentieri. Non andremmo alle feste organizzate dai vari club. In queste serate siamo seduti al tavolo insieme alle stesse persone che la domenica sono allo stadio e che dopo il derby ci hanno contestato… Siena, in fin dei conti, è come una grande famiglia, dove ci si conosce tutti, dove si discute, ci si arrabbia, ma poi si va insieme a prendere un caffè. Tutti noi che abitiamo in centro, giocatori o uomini di società, andiamo a piedi ovunque senza problemi e anche al lavoro ”.

La domanda che sorge spontanea, però, c’è: come mai  la decisione di uscire in pullman è stata presa proprio dopo il derby con il Livorno?

“Perché la contestazione ha evidenziato degli aspetti su cui stiamo lavorando da tempo – sottolinea Persichetti – Il Siena è una squadra, quindi un gruppo, e come tale è importante che abbia un’immagine di compattezza e unità. Uscire tutti insieme significa questo. E’ proprio brutto, se ci pensiamo un attimo, vedere i giocatori che se ne vanno uno per conto proprio, il mister da solo, i dirigenti da soli. Non esiste da nessuna parte. Nessuna altra squadra lo fa”.

La decisione, quindi, rientra in un, chiamiamolo così, regolamento interno in via di definizione.

“Sì – conclude Persichetti –,  ci stiamo dotando di un protocollo, di un manuale delle procedure, di un codice etico che tutti quanti dobbiamo rispettare. Noi tesserati, dai dirigenti ai calciatori, dobbiamo attenerci a queste regole”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line