Non è facile, ma proviamo a fare il punto

Nella più totale assenza di notizie si avvicina la scadenza del 16 giugno, data entro la quale le società devono saldare gli emolumenti e i contributi ai tesserati, presentare una dettagliata documentazione e depositare la fideiussione di 350.000 euro.

La situazione

Tra le famiglie Gevorkyan e Gazaryan si è creata un insanabile frattura e dopo il fallimento dei “pacieri” di ricomporle è maturata la decisione di cedere la società. Tutta? Qui nascono i primi punti interrogativi. Da alcune indiscrezioni sembrerebbe che a farsi da parte sarebbe Roman Gevorkyan, mentre rimarrebbe al suo posto l’atra componente del gruppo armeno, i Gazaryan.

Trattative: in quattro al tavolo

Sempre secondo alcune indiscrezione sarebbero ben quattro i soggetti interessati a rilevare alcune quote di ACN Siena. Oltre alla nota Global Service, ci sarebbero altri tre soggetti, tutti italiani, che in questo momento stanno lavorando per rispondere concretamente a quanto richiesto dall’advisor e questo giustificherebbe il rinvio di ogni decisione. Una volta dimostrata la solvibilità e le condizioni richieste dalla FIGC, partirà la trattativa vera e propria per la cessione, parziale o totale, delle quote.

Iscrizione

La data del 16 giugno per iscrivere la società al prossimo campionato di serie C, si avvicina sempre di più e con essa le paure di rivivere un incubo che ben conosciamo. I tempi per la cessione di una società, totale o parziale, sono molto lunghi e questo non lascia dormire sonni tranquilli ai tifosi. Una flebile speranza – tutta da verificare – si è fatta avanti in queste ultime ore. Sembrerebbe, condizionale d’obbligo, che in caso di un allungamento dei tempi di passaggio di una parte o tutta la società, sarebbe comunque la famiglia Gazaryan – che da una recente visura camerale risulta ancora titolare di tutte le quote di ACN Siena, il 30% in mano ad Armen e il 70% a Bagrat Gazaryan – ad iscrivere il Siena. Vedremo.

Considerazioni sparse

Cuore e portafoglio trovano posto uno sopra all’altro, uno alimenta i sentimenti, l’altro le voglie. Negli affetti vince il primo, negli affari l’altro.  Mai come in questo momento emerge l’impotenza della città e dei tifosi nelle scelte societarie. La passione e l’amore per i propri colori sono valori che appartengono a tutti noi e che difendiamo con le unghie e con i denti, ma non possono incidere sul nostro futuro. Due anni di errori e di conseguenti umiliazioni hanno lasciato il segno su una tifoseria ridotta ai minimi termini e sempre più distante. Non ci vogliamo nemmeno pensare, ma sarebbe veramente la fine ripartire da zero per la terza volta in otto anni. (NN)

Fonte; FOL