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Non chiamiamolo miracolo…

 

La disperazione, la speranza, le certezze, l’attesa. Stati d’animo diversi, quelli che ci hanno accompagnato da agosto ad oggi, alla vigilia di una partita che potrebbe sancire la promozione. Sono passati solo pochi mesi da quando abbiamo dovuto subire l’ennesima catastrofe societaria, frutto di un percorso mai chiaro – o forse anche troppo –   scritto a più mani. Speravamo nella serie D, ma in mancanza dello stadio ci hanno confinati in Eccellenza, la quinta serie nazionale. Nuova proprietà, nuova società, nuovo allenatore e nuova squadra, il tutto messo insieme in pochi giorni e a poche ore dall’inizio della stagione, con l’obiettivo unico e dichiarato della promozione. Le speranze erano tante, ma altrettanti i dubbi, perché l’aver assemblato una squadra con grandi nomi, non sempre è sinonimo di vittoria, soprattutto in una categoria borderline tra il dilettantismo puro e il semi professionismo della D. La passione e la disponibilità di Simone Giacomini, la professionalità di Simone Guerri, il lavoro e la dedizione di Lamberto Magrini e dei suoi ragazzi ci hanno aperto subito il cuore alla speranza e oggi, 8 marzo, siamo alla vigilia di una partita che potrebbe decretare un successo per niente scontato. Un miracolo? No, i miracoli non fanno parte del mondo del calcio dove quello che conta è il lavoro quotidiano. Non solo quello fisico sul campo, ma soprattutto quello più difficile nello spogliatoio. Mettere insieme più di venti ragazzi che, salvo rare eccezioni, mai si erano conosciuti, riuscire a infondere in loro l’idea e l’ideale di gruppo a 360° è alla base di questo successo. Ci vuole capacità, esperienza e sensibilità, tutte doti che il tecnico di Magione ha dimostrato di possedere. Magrini e i suoi collaboratori non si sono mai tirati indietro, non hanno trascurato niente e hanno subito trovato le giuste risposte nei ragazzi, dai più esperti ai più giovani, tutti consapevoli che la maglia del Siena è si pesante, ma sa regalare emozioni uniche. Chissà se domenica si celebrerà il “D-Day” (..ci scusiamo con la Storia..) o se dovremmo attendere ancora una giornata, ma questo conta poco perché nel dubbio c’è una sola certezza, il Siena ha compiuto il primo passo verso la rinascita. (Nicnat)

Fonte: FOL