NON C’E’ LIMITE ALL’IDIOZIA: DALLA CURVA GROSSETANA CORI CONTRO DE LUCA

La storia non si può cambiare e ancora una volta il Grosseto ha dovuto chinare la testa davanti ai colori bianconeri. Questo dice la storia, questo conferma l’attualità.

Sognavano San Siro i baldi tifosi che hanno seguito i torelli nella trasferta di Siena, si dovranno accontentare di vederlo in televisione. Come hanno fatto fino ad oggi.

Non gli è stato sufficiente incontrare, al gran completo, una squadra falcidiata da infortuni, convocazioni in nazionale e influenza. Hanno retto un tempo e poi sono crollati sotto i colpi della Robur. E la storia si ripete.

L’avevano definita la partita del secolo, la madre di tutte le battaglie e altre amenità che appartengono a chi, nonostante gli sforzi, non riesce a staccarsi di dosso l’etichetta di parvenu nel calcio di un certo livello.

Si erano messo il vestito bono, ma le ginestre alle scarpe hanno tradito, ancora una volta, la mentalità di una tifoseria che vive e subisce giornalmente il complesso “Siena”.

Il vestito bono era rappresentato dal buon numero di maremmani presente al Rastrello, le ginestre alle scarpe quei cori idioti a cui la curva bianconera, ancora una volta superiore, non ha minimamente risposto.

Cori scontati, che non sentivamo dai tempi della serie C2, ad eccezione di uno che merita un discorso a parte.

Intonare e più di una volta un coro contro chi non c’è più, Paolo De Luca, è la dimostrazione che non solo stiamo parlando di una tifoseria risibile –almeno una parte di essa – ma, sicuramente, idiota.

Con quel coro non si è mancato di rispetto verso il Siena o i suoi tifosi, si è offesa la memoria di un grande dirigente, un eccellente uomo, che merita il rispetto di tutti, anche delle tifoserie avversarie, quanto meno perché non è più tra noi.

Non tutti i presenti nel settore ospiti si sono accodati al coro lanciato da quel gruppetto che si è distinto anche per il lancio di fumogeni e petardi, evidentemente anche tra i tifosi del Grosseto ce ne sono molti che la pensano come noi e che giudicano “idioti in libera uscita” questi campioni di civiltà.

Erano 1206 i maremmani presenti, più o meno quanti erano a Livorno nella partita decisiva dei play-off della passata stagione e questa la dice tutta su come sia insuperabile, per loro, lo storico complesso di inferiorità verso il Siena.

A Livorno si sono giocati e hanno perso la promozione in serie A, questa sera hanno perso il tanto agognato (da loro) San Siro e la faccia. Ma questa non è che la storia che si ripete. (nn)

Fonte: Fedelissimo Online