Non breve, forse efficace, sicuramente polemico

Premessa doverosa: potrei non esser breve. Nonostante l’ora tarda, dopo aver letto alcune cose, la bile è tanta, troppa. Perché sono un po’ stanco di sentir dire “uniti” o “Siamo tutti del Sienone” quando qualcuno si sente più e meglio tifoso di altri.
Seconda premessa altrettanto doverosa: sono praticamente uno degli ultimi arrivati: ho visto pochissime partite di serie C quand’ero alle medie, più per passatempo che per passione, ne ho viste alcune in B, quando l’interesse per la squadra cresceva palpabilmente, sono abbonato fisso dal primo anno di serie A, come tanti altri. Faccio parte dunque di quella vulgata di neofiti della Robur e non mi vergogno nel dirlo, né mi invento fantomatiche ed arcaiche partite alle quali sarei stato presente. Sono entrato in punta di piedi, senza voler disturbare, e nei Fedelissimi ho trovato un’accoglienza immediata, calorosa, avuto la fortuna di incontrare molti ragazzi, con i quali negli anni ho allacciato bellissimi rapporti (quasi da Libro Cuore) e insieme ai quali prendo parte alla vita del club. Conosco molti che tale “fortuna” non l’hanno avuta e, dopo il primo anno di massima serie, sono tornati a farsi i fatti loro. Io no.

Quando sono a casa, interrompo sovente e volentieri il poco tempo che dedico allo studio navigando nei siti bianconeri, da questo dove state leggendo a quello della società, passando per quelli di altri club organizzati (non me ne vogliano se non faccio nomi, ma non vorrei far torto a nessuno). Mi soffermo spesso in quello di un club nato in tribuna, che, per formato e contenuti, potrebbe assomigliare a quello dei Fedelissimi: il sito cuorebianconero.it, che fa capo al Siena Club Enrico Chiesa. Linguaggio fluente, grafica spartana ma immediata, articoli piacevolmente leggibili: tanto, come purtroppo avviene in altri siti, ci pensano i commenti sottostanti a rovinarli.

E proprio da uno di questi commenti vengo a sapere che, nei miei anni superficialmente adolescenziali in cui il Siena si barcamenava in C, i Fedelissimi hanno monopolizzato il tifo a Siena. Non solo: la tirannia del Club di Via Mencattelli non ha conosciuto né ostacoli né confini, artigliando anche la serie A. Impossibilitato dal chiedere spiegazioni (accidenti a finì i soldi nel telefono) ho riflettuto su ciò che ho visto/vissuto. Una sede a due piani, con bar, biliardino, computer, bagno, proiettore, cucina “abitabile” e salone per pranzi e cene. Alle pareti, la storia del Siena dal punto di vista di chi le trasferte le ha fatte e si è sgolato davvero, Fedelissimo o no poco, anzi nulla, importa. Decisamente non ce lo vedo come covo del Male, Tana delle Tigri, Morte Nera del tifo senese. Ho aguzzato ingegno ed orecchie, ma non mi è giunta voce di aggressioni ad opera degli appartenenti al club o sopraffazioni ed abusi di varia natura. Però ho visto cose interessanti, che anche voi umani potete benissimo immaginare. Ho visto un club dove si riuniscono molte, moltissime persone provenienti…da qualsiasi settore dello stadio! Un luogo dove si incontrano ultrà vecchi e giovani, semplici tifosi venuti a passare una serata o a far due chiacchiere. Una specie di società di contrada laica, se mi passate l’ardito paragone. Non è certamente un segreto inoltre che molte delle coreografie che hanno arricchito il nostro stadio siano state discusse, progettate e realizzate tra quelle mura, che il martedì sera ospitano anche una riunione degli esponenti della curva e del tifo (tutto il tifo) in genere.

I presunti monopolizzatori del tifo, che da ben 39 anni tengono sotto scacco una città intera, sono molto in sintonia con altri gruppi, come la Corrente Bianconera e la Val d’Arbia. I probabili tiranni del tifo hanno, come già detto, una sede, e questa sede è aperta, più della Casa del “famigerato” Signore (passatemi anche questa, via). Chiunque, con rispetto, vi può entrare: esponenti della curva, della gradinata, della tribuna, del settorino, simpatizzanti e non. Basta venirci.

Ultimamente si fa un gran parlare inoltre di un Centro di Coordinamento fra Club, soprattutto grazie all’iniziativa del SC E. Chiesa. Probabilmente sarebbe un passo avanti, un segnale di maturità per il tifo senese. Però è rischioso guidare a quattordici anni, anche fosse una Seicento.  “Coordinare” vuol dire agire insieme, disporre qualcosa secondo l’ordine più adatto allo scopo da ottenere. Per “coordinarsi” non bastano le buone intenzioni: servono il rispetto verso le idee altrui e verso le persone (che ne sanno un po’ di più), nonché la sincerità nel confrontarsi con gli altri. Quando esisteranno tali condizioni, forse, la creazione di un Centro di Coordinamento vero o virtuale sarà indolore e spontanea. (Jacopo Rossi)
Fonte: Fedelissimi