NON BASTERÀ UN’IMPRESA, CI VORRÀ UN MIRACOLO

Ci avevamo creduto, perché mancava poco, perché dopo tanto tempo avevamo visto un Siena più tonico, ordinato e attento, ma poi, quando il traguardo era ormai vicino, sono riemerse le paure, le amnesie, tutti i difetti di un organico che presenta delle lacune evidenti anche ad un profano.

Malesani ha disposto la squadra con un attento 4-1-4-1 e per un’ora abbondante il Siena non ha corso grossi rischi anzi ha avuto un paio di occasioni per andare sul doppio vantaggio.

Indubbiamente questa non è una stagione fortunata, ma non è un mistero che in certe annate la sfortuna si abbina sempre agli errori compiuti in estate.

E di errori ne sono stati fatti tanti, troppi.

Alberto Malesani non ha la bacchetta magica e siamo sicuri che riuscirà a fare esprimere la squadra al massimo delle potenzialità, ma il nostro timore che questo non sarà sufficiente per evitare un epilogo che giornata dopo giornata si avvicina inesorabilmente.

Chi ha costruito la squadra ha sulla coscienza l’attuale situazione e a conferma della nostra affermazione arrivano le dichiarazioni di mister Malesani:

“Il nostro problema è da quella parte…  ( a destra ndr) Se almeno avessi qualcuno della Primavera… Invece no, a gennaio vedremo.”

E’ vero mister, il problema, o almeno uno dei problemi, è proprio da quella parte. Lei se ne è accorto dopo cinque giorni che è a Siena, chi ha costruito la squadra ancora non l’ha capito.

Dalla cessione di Zuniga all’arrivo di Rosi sono passati circa due mesi. Otto settimane in cui non si è capito l’importanza della carenza in quel ruolo e  a trovare il sostituto del colombiano. Nel frattempo, però, con una leggerezza che grida vendetta, si è ceduto gli unici esterni destri di ruolo che avevamo in organico: Del Prete e il giovane Capogrosso.

Aspettare gennaio, caro mister, è lecito, ma se il distacco dalla quart’ultima posizione non verrà ridimensionato il mercato di gennaio potrebbe essere inutile per qualsiasi movimento. In entrata, perché in uscita…..c’è da aspettarsi di tutto.

A questo punto dobbiamo solo attaccarci alla speranza, alle qualità di Malesani, ai valori morali e tecnici di chi scenderà in campo.

Non basterà un’impresa, ci vorrà un miracolo. Beato chi ha fede. (nn)

Fonte: Fedelissimo Online