Non amo la serie C. Ci scrive Andrea Sordi

Non amo la Serie C o Lega Pro che dir si voglia. Non la amo perché è il campionato dei “vorrei ma non posso” ovvero “contentiamoci perché c’è di peggio”! Il peggio l’abbiamo visto e vissuto l’anno scorso: da quanto era brutto era addirittura ridicolo!

Vorrei tornare subito in B per poter sognare di volare laddove l’aria è più fina ed il pallone non solo è calciato, ma accarezzato. Vorrei tornare in B per riprendere un discorso interrotto da troppi eventi negativi, frutto di disonestà sportiva e di disonestà penalmente rilevante, in ogni caso “pagata” da chi aveva le spalle più gracili: il Siena, appunto!

Mi piacerebbe poter riavvolgere il filo della storia per tornare a godere, conseguendone veri vantaggi, del debutto in prima squadra di giocatori cresciuti all’ombra della Torre del Mangia: da Giannetti a Blanchard, da Buchel a Spinazzola, da Rosseti a Cappelluzzo ecc., ecc. Risultati di un lavoro complesso, faticoso ed iniziato, in maniera seria, da qualche tempo prima. I Pepi ed i Pecchi, forse, sono stati delle eccezioni, la regola, allora, erano giocatori che non potevano andare oltre le categorie dilettantesche.

Mi sarebbe piaciuto,poi, che i “giovani” non fossero scambiati con disinvoltura, probabilmente interessata, come le figurine quando eravamo piccini: “se mi dai Guarnieri, ti do Lessi, Varlien e Losi”.

Sorrido e scuoto la testa con rassegnata tristezza quando apprendo che il Carpi ha trionfato lo scorso anno in B, giungendo con larghissimo anticipo in A, con un budget da importante squadra di C, qualche altra e ben conosciuta società, invece, per giungere seconda e togliersi lo sfizio di entrare in tutte le inchieste di calciopoli, spese quanto in A una squadra tranquilla in classifica.

Dunque risiamo in C.

Un campionato che avevamo lasciato quindici anni fa dopo una cinquantina anni di agra militanza. Sorrido a denti stretti, o forse preferisco far finta di non sentire (…. mi riesce benino!), quando sento parlare di necessità di “consolidare la categoria”.  Cerchiamo di vincere, forse è il miglior modo di “consolidare la categoria”  e di creare quell’equilibrio ed amalgama indispensabile per comprendere che, sì, la maglia bianconera è tremendamente pesante a queste latitudini, ma può divenire leggerissima: basta dare tutto e vincere! Chiedere a chi, un anno fa, aveva addirittura paura di scendere in campo!

Andrea Sordi